Lo scrittore della vita politica. Testimone di un’epoca
La Nazione, 11-11-2007, Giovanni Pallanti
Nella finzione letteraria trovano spazio personaggi reali Rodolfo Doni, ormai più vicino ai novanta che agli ottanta anni, è sicuramente lo scrittore italiano che meglio di altri ha raccontato la politica del secolo scorso. Basta pensare a questo, a Doni narratore della politica italiana, per rendersi conto della complessità della sua avventura letteraria. Premetto subito che Rodolfo Doni in questo intento c’è riuscito: negli Oscar Mondadori è stato pubblicato nel gennaio del 2003 “La doppia vita”, il racconto di due anime sullo sfondo dell’ultimo secolo: da un lato la storia del deputato Giovanni Fedeli, cattolico tormentato e sempre pronto a fare delle domande inquietanti alla propria coscienza, dall’altro la vita dello scrittore Andrea, in cui è facile ritrovare le tracce della personalità dello scrittore pistoiese di nascita
e fiorentino di adozione. Carlo Bo che è stato il più importante critico letterario italiano ha detto di Doni nel 1980: «quando si farà la storia del romanzo degli ultimi trent’anni bisognerà pur tener presente questo tipo di esperimento che coinvolge la vita politica e sociale dell’ultima Italia».
Un altro importante critico che ha sempre sostenuto l’opera narrativa di Doni è il fiorentino Giorgio Luti. Recentemente per le Edizioni Polistampa è stato riedito “Servo Inutile”, un libro dive Doni racconta la parabola esistenziale e religiosa di un prete diviso tra l’amore di Dio e quello per una donna. Un tema anche questo di frontiera. Rodolfo Doni infatti ama cimentarsi con personaggi che stanno sul margine della vita di tutti i giorni con le sue complessità e i suoi problemi, politici, sociali e culturali,
e i loro sogni. Anche per questa sua vocazione a tentare di cambiare il mondo, Rodolfo Doni, ha raccontato storie semi-vere imperniate su personaggi storici realmente esistiti come La Pira e Antonino Caponnetto, il famoso Magistrato antimafia che volle spostarsi da Firenze a Palermo per combattere in prima fila contro la maggiore organizzazione criminale esistente nel mondo.
In questi personaggi Doni delle volte ha forse visto qualcosa di più di quello che c’era in loro (in modo particolare nella vicenda di Caponnetto) ma ha sempre cercato di proporre attraverso i tormenti dell’esistenza personaggi positivi che potevano aiutare il lettore a superare i lacci e i lacciuoli di una vita difficile.
Rodolfo Doni è comunque uno scrittore da cui sarà difficile prescindere per comprendere che cosa è successo nella società italiana del ’900.
Servo inutile