Un’occasione per riscoprire una voce fra più originali della nostra letteratura
La Barbabietola, 07-06-2006, Carlo Roberto Petrini
Torna finalmente in libreria uno dei più celebri romanzi di Rodolfo Doni. Per i pochi che non lo conoscono ancora, Doni è uno dei più importanti autori italiani a ispirazione religiosa, "il maggior scrittore cattolico vivente" secondo il critico Bonura, capace di una scrittura paragonata a quella di Loyola. Il romanzo, intitolato Servo inutile, era già uscito per i tipi della Rusconi nel 1982. La versione che Polistampa oggi propone (Selezione Narrativa / Rodolfo Doni Opere, pp. 296, euro 13), da considerarsi definitiva, non si riduce a semplice ristampa, essendo quasi il doppio di quella originale, ampliata da due a quattro sezioni. Descritta sotto f orma di diario, il libro racconta la
storia di don Enrico Cini, sacerdote e studioso di letteratura cristiana antica, rimasto sordo per anni ai richiami della passione amorosa, chiuso nella torre d’avorio dei propri studi eruditi. La sua vita, le sue certezze, sono d’un tratto travolte dall’incontro con Claudia, scatenando in lui il dramma di una doppia lacerante vocazione, quella al sacerdozio e quella alla vita coniugale. La religiosità di Doni è complessa, al tempo stesso profonda e inquieta, figlia della crisi spirituale in cui versiamo, tra ansia metafisica e desiderio della carne, fra cielo e terra. Le sue figure non hanno mai un’unica dimensione, sono un fascio di umanissime contraddizioni, che le rendono creature
vive, credibili e esemplari. Il tema, che in altre mani, meno raffinate, avrebbe potuto dar luogo a un feuilleton sensazionalistico alla Uccelli di rovo, diventa una lente attraverso cui analizzare il disagio di un’epoca, uno specchio in cui rifletterci e riflettere. La presentazione del libro si terrà a Firenze nella Sala dell’Altana di Palazzo Strozzi (piazza Strozzi) giovedì 31 maggio 2007 alle 17,30. Sarà coordinata da Giuseppe Matulli e vedrà gli interventi di Padre Bartolomeo Sorge e Sergio Givone. Un’occasione per riscoprire una voce fra le più originali della nostra letteratura, uno degli ultimi maestri, tra i fari più luminosi della cultura fiorentina.
Servo inutile