Rodolfo Doni e il suo Servo inutile: diario di un prete erudito travolto dalla passione amorosa, in discussione certezze e abitudini
Europa, 08-06-2007, Michele Brancale
Riscoprire con in Vangeli di essere “servi inutili” in tempi in cui si piange fortemente su se stessi restando altrettanto tenacemente indifferenti alle sorti degli altri, è un pungolo che non mira a togliere spessore individuale alle persone quanto a sciogliere quel senso pieno di sè, quell’orgoglo che le Scritture chiamano “grande peccato”. Dunque sapere di essere servi inutili, proprio quando si cerca di vivere con gli altri e per gli altri, è una grande liberazione. Rodolfo Doni, scrittore collocato tra i narratori cattolici del ‘900 (tra i quali spicca
il grande e un po’ dimenticato Luigi Santucci), ha sviluppato il tema in un romanzo, ‘Servo inutile’ per l’appunto, attraverso la cifra stilistica del diario di un prete, erudito, nella cui vita irrompe una passione amorosa che ne rimette in discussione certezze e abitudini. La scelta del diario è cara a una tradizione narrativa la cui espressione piu nota e il ‘Diario, di un curato di campagna’ di Bernanos. Del resto alcuni dei libri piu letti e amabili di figure religiose sono diari o epistolari che di fatto costituiscono in diario (le lettere di don Milani
ad esempio). Il soggetto del prete come protagonista ha generato un grosso filone narrativo del quale possiamo ricordare, tra le altre, pagine di Fogazzaro (‘Il Santo’) e di Giuliotti e sicuramente quello di Doni, il cui libro iene riproposto da Polistampa in una forma nuova (la prima edizione è dell’82): l’autore ha arricchito il diario con tematiche su cui ha riflettuto negli ultimi vent’anni, di fatto raddoppiando il testo, ma soprattutto declinando al solito con intelligenza e spessore il tema di due passioni che sarebbe facilmente banalizzabile.
Servo inutile