Il soffio freddo dell’incertezza nei versi dei poeti contemporanei
La Nazione, 07-10-2007, Michele Brancale
Le reazioni al soffio freddo dell’incertezza  e dell’orgoglio percorrono i versi di alcuni autori pubblicati e presentati a Firenze negli ultimi mesi. Nelle 25 composizioni de ‘Il rumore dell’anima’, edito da Ibiskos Ulivieri nella collana il quadrifoglio (con foto di Antonio Lemma), Gabriele Ametrano, romano, curatore peraltro della rassegna letteraria easy living in Santo Spirito, racconta ad esempio l’amore e il superamento dell’orgoglio che rende infantili e arroganti: “Camminando a occhi bassi/ verso la casa del mio natale/ ho raccolto monete d’argento/ e sogni calpestati./ In un angolo erano gettate/ le frasi che mai/ son state usate/ e nella cesta dei rifiuti/ c’era l’abbraccio di mio padre./ Fermo,/ a pochi passi dala porta/ l’orgoglio stava ad aspettarmi./ Ci siam guardati/ ed io girai le spalle”. D’altra parte: “Nessun porto/ terrà lontana la tempesta,/ nessuna cattedrale/ proteggerà dall’ira./… Arriverà l’incerto/ e di certo bisognerà prepararsi”. Nando Pierluisi, classe ’41, ingegnere, ha pubblicato le sue poesie nel tempo pericoloso del possibile disincanto, che in lui coincide con l’approdo all’età più lunga, l’età
anziana. Il suo primo libro è uscito nel 2005 e ora Polistampa ha dato alle stampe ‘Il nastro di Mobius’ nella collana Sagittaria curata da Franco Maniscalchi.  Ne ‘La mia agenzia’ si accorge “con orrore, /che per andare occorre/ marciare a passo d’oca”, ma altrove lascia emergere i pilastri di una fede e di affetti che non si sono esauriti. Pierluisi cioè non si lascia sopraffare dal disincanto anche se la ricognizione che compie, talvolta un po’ impudica, specie nella prima parte del libro, lascia avvertire un fondo di disperazione che onestamente riconosce come frutto dell’egoismo. Ti fa compagnia quando il verso racconta lasciando capire (è il caso di ‘1961, primo amore’), riassume la storia di sé (la sezione ‘Famiglia’), descrive e lascia trasparire un notevole possesso del linguaggio. Pierluisi ha ancora molto da raccontare. I ‘Voli dell’anima’, dopo ‘Nelle pieghe della vita’ e ‘Nello spirito del Padre’, sono invece la nuova prova di Alessandro Russova, medico, pubblicata da Helicon nella collana ‘Le poesie dell’anima’. Russova, propone in versi i frutti di una ricerca spirituale che dà risposta al disincanto di vivere. Di fronte
a Dio-Padre l’autore scopre che gli altri lo riguardano ancora e che è possibile ritrovarsi nel loro sguardo: “Ogni volta/ rientri in me/ attraversando/ la sonorità/ della canna vuota/ che io sono/ e/ che io suono/ che tu sei/ e/ che tu risuoni”. L’ispirazione ideale di Russova è il salterio, nella forma della lode e del ringraziamento, due strade che dissipano l’insistenza dell’inquietudine.Massimo Corsinovi (Empoli, 1959) in ‘Ali di luna’ (Polistampa, nella collana ‘La fenice’ curata da Pier Francesco Venier), riesce a incantarsi e a incantare attraverso un accurato distillato di immagini e di parole che presuppongono, e sono radici diverse, fede e conoscenza metrica. Nel suo nuovo libro cerca di illuminare le cose (e le persone) essenziali della sua vita, o, meglio, se ne lascia illuminare, come in questi versi dedicati alla nonna: “S’incamminò piano/piano lungo il sentiero./ Voltandosi ogni tanto/ come per salutare./ Fino a scomparire/ a poco a poco/ tra i campi/ oltre il grano”; o in questa lirica che racconta la paternità: “I miei figli disegnano/ farfalle sulla sabbia/ liscia del bagnasciuga./ Prima che giunga il mare/ i loro occhi le fanno/ d’improvviso volare”.
Il nastro di Möbius