I libri che leggeva la Madonna
Frontespizio, 01-12-2019, Donato Massaro
Si legge davvero come un romanzo, giusto il sottotitolo che porta, il bel libro di Michele Feo: Cosa leggeva la Madonna? Quasi un romanzo per immagini, Polistampa 2019. Il libro fa parte delle pubblicazioni dell’Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria” che, articolata nelle sue varie Classi, pubblica studi, cicli di lezioni e atti nella Collana propria: “I Quaderni della Colombaria”. Si legge come un romanzo, pur nell’impianto di una meticolosa ricerca scientifica secondo il metodo familiare all’autore che per mezzo secolo è stato docente di Letteratura e Filologia medievale e umanistica alle Università di Pisa e di Firenze. Nelle immagini da Storia dell’Arte riportate nel libro, sempre di per sé affabulatrici, l’autore coglie il filo della narrazione che verte su un episodio fondamentale della Storia della Salvezza, l’Annunciazione, che ha la sua fonte nelle Sacre Scritture, di per sé scevre da complicazioni intellettualistiche poiché la Parola di Dio è per tutti. E quel filo conduttore è il libro, che da un certo momento in poi è apparso nei dipinti dell’Evento salvifico a suffragare un concetto ritenuto importante nella trasmissione del messaggio figurato. Ecco come si esprime l’autore: «la presenza del libro non aveva all’inizio valore realistico, … non voleva dire che Maria leggeva o aveva letto, che era dotta o preparata nelle Sacre Scritture, ma voleva simbolicamente indicare che Maria incarnava l’alleanza tra Antico e Nuovo Testamento,
che in quel momento si dava compimento, attraverso di lei, alle profezie affidate alle scritture sacre» (p. 71 e ss), «ora con Maria il libro serrato dalla genesi si apriva verso l’evangelo». Dunque dalla sobrietà scritturale del racconto dell’Evento iniziale di Redenzione del genere umano a opera del Figlio di Dio incarnatosi nel seno della Vergine Maria, si è passati lungo i secoli, ma spinti da intenti devozionali, a una rappresentazione sempre più elaborata dottrinalmente nella postura della Vergine e dell’angelo della scena. Nella realtà (Luca 1 26-38) l’Arcangelo Gabriele annuncia a una fanciulla di Nazaret colta nella sua semplicità di vita domestica, il disegno divino di fare di Lei la madre del Figlio dell’Altissimo: «e lo chiamerai Gesù». Nelle prime raffigurazioni la Piena di Grazia era intenta al pozzo oppure a filare, così come l’autore documenta nell’opera. Successivamente il tema dominante è stato il libro, di pari passo con una scenografia sempre più altisonante per inneggiare alla grandezza di una donna che da allora in poi sarà semplicemente per antonomasia la Madonna. Un capitolo (VII) del racconto è dedicato per completezza alle giustificazioni dottrinali della lettura. Di tale percorso, nel tempo e nello spazio, l’autore fa una narrazione avvincente in quanto dotta, puntuale e perspicace, che ci fa partecipi di quello che il libro, più o meno aperto tra le mani della Vergine o sulle ginocchia o su leggio, vuol significare nelle
intenzioni degli artisti calati nella cultura del loro tempo, inneggiando via via alla fanciulla di Nazaret che in virtù della predilezione divina e del suo assenso: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto», è venerata come Madre di Misericordia poi Assunta in Gloria, ma questo è un altro capitolo (il XVII). Ma cosa c’è scritto nei libri aperti dei dipinti? La curiosità è legittima, la stessa cha ha spinto Michele Feo a intraprendere la ricerca per un lavoro direi da certosino, poiché leggere tra quei righi non è stato sempre agevole, come egli ci racconta. In sostanza è riportata la profezia di Isaia VII 14: «La Vergine concepirà e partorirà un Figlio» – nella traduzione – con molte varianti come si evince dalle XLI tavole a corredo, esaminate dall’autore una per una, a conoscenza pure di altri 404 testimoni. In questo intreccio di Arte, Scrittura e Devozione risiede il fascino e il pregio di questo libro che sull’argomento farà testo da ora in poi, libro che ci racconta a modo suo ma con precisa e dettagliata dottrina la Storia della Salvezza, correlata alla Storia degli uomini narrata e vissuta nella vita di tutti i giorni da esseri in carne e ossa, che nella fanciulla «umile e alta più che creatura» (Dante) vedono la Madre cui rivolgersi. Chiudono il volume 300 pagine di agevole e stimolante lettura, dilettevoli capitoli con descrizioni di vita quotidiana, vista dai pittori nel tempo, della Madre con il Bambino.
Cosa leggeva la Madonna?
Quasi un romanzo per immagini