«L’unica cosa di cui c’è bisogno è la carità». Il Magnificat del carteggio La Pira-Mazzei
L’Avvenire, 31-05-2019, Francesco Pistoia
Ventisettesimo volume della collana “I libri della Badia” promossa dalla Fondazione Giorgio La Pira e portata avanti con lodevole impegno da Polistampa di Firenze, Radicati nella Trinità contiene solo una parte delle seicento lettere del carteggio Giorgio La Pira-Fioretta Mazzei (1943-1957), quelle relative agli anni 1943-1948.
Si legge nella presentazione: «L’Associazione internazionale Fioretta Mazzei e la Fondazione Giorgio La Pira sono certe di consegnare alla Chiesa ed alla Civitas un vero tesoro di grazia, di fede, di intelligenza umile ed alta, le sole che possono aiutarci in questo nostro tempo difficile ma sempre posto nelle mani di Dio». La Pira nel settembre 1943, perseguitato dalla polizia fascista, si rifugia nella residenza di campagna di Iacopo Mazzei, suo collega nell’Università, a Fonterutoli. E lì incontra la giovane Fioretta, che si va interrogando sul suo avvenire, sul suo destino, sulla sua vocazione. Un incontro sereno, destinato a produrre frutti duraturi.
Le lettere
(193, quattordici della Mazzei) sono un messaggio di speranza e di gioia. Una fede forte e sincera, consapevolmente vissuta, trasforma le cose semplici di ogni giorno in eventi straordinari e stupendi. Per noi, per noi credenti, «ogni azione anche minima è eterna, ancorata a Gesù». Un carteggio ricco di frammenti biografici e storici: la lotta per il dialogo internazionale, per l’ecumenismo, per la pace; l’impegno per la città, per i poveri, per i giovani. Vi si legge soprattutto la bellezza della preghiera, l’amore per la Madonna, per i santi, per i cercatori di Dio. La vita è sempre piena di difficoltà, disagi, persecuzioni, preoccupazioni: occorre agire con la consapevolezza piena che il sostegno di Dio non può venire meno. I due sono in piena consonanza: nella lettera 157 (di Fioretta al professore) si sostiene che considerare Dio «troppo trascendente dopo che si è fatto uomo come noi e si è messo a ragionare e a sperare come noi» è uno sbaglio. Ogni brano è un Magnificat; è espressione
di radicale evangelismo, di valori vitali, di ottimismo della mente e del cuore; un invito alla gioia del donarsi. E la Mazzei osserva che «l’unica cosa di cui c’è bisogno è la carità, ma in un’abbondanza tale che penetri e si infiltri da tutte le parti e che pieghi qualsiasi volontà. Ce ne vuole un mare…».
Il libro non è solo un tesoro di sapienza. Il lungo saggio introduttivo del francescano Eugenio Barelli è una guida non solo alla lettura delle molteplici vicissitudini che La Pira (e insieme la Mazzei) ha attraversato, ma anche alla storia e alla storia della spiritualità: guida intelligente, competente sul piano teologico, con la conoscenza piena dei fermenti del Novecento. E Piero Coda, autore della postfazione, parla di una «gioiosa, illuminante ed edificante sorpresa! », di «due straordinari discepoli di Gesù », di un epistolario che «dischiude lo sguardo a un orizzonte più profondo e ricco di risonanze». Una lezione di fine pedagogia spirituale e politica.
Radicati nella Trinità
Carteggio (1943-1957)