Nuova Antologia. La prestigiosa rivista festeggia centocinquant’anni
Florence is You!, 01-09-2017, Cosimo Ceccuti
Nuova Antologia ha inaugurato il 2017 tornando ad essere stampata a Firenze dal tipografo-editore Polistampa di Mauro Pagliai. La prestigiosa rivista trimestrale ha appena compiuto 150 anni di pubblicazioni ininterrotte che ha voluto festeggiare riportando nella sua città natale la filiera della stampa e della distribuzione. È a Firenze, infatti, che il 31 gennaio 1866 nasceva la prestigiosa testata, non a caso nel periodo in cui la capitale del Regno d’Italia era sulle rive dell’Arno. Rassegna di Lettere, Scienze ed Arti, Nuova Antologia fu fondata da Francesco Protonotari, professore di Economia all’Università di Pisa, e fu fortemente voluta da uno dei più autorevoli artefici dell’unità nazionale: Bettino Ricasoli. L’intento dei due era quello di offrire al paese, appena unificato, un dibattito libero e aperto ai grandi temi e alle problematiche della società contemporanea: dalla scuola, che doveva diventare pubblica e obbligatoria per tutti, fino alla necessità di una lingua comune. Nel 1868, dalle pagine di Nuova Antologia Alessandro Manzoni levò il noto appello affinché la “lingua toscana” divenisse la lingua di tutti gli italiani. Trasferita a Roma la capitale, nel 1878 anche la
prestigiosa testata si sposta nell’antica città del Papa e raggiunge Governo e Parlamento, rimanendovi per un secolo esatto, fino al 1978.
In un momento di crisi di periodici, che non risparmiò neppure quelli più prestigiosi, l’allora direttore, Giovanni Spadolini, riportò Nuova Antologia a Firenze, presso il tipografo delle origini, Felice Le Monnier. Il professore fiorentino volle anche assicurare la proprietà della rivista alla Fondazione che dal 1980 ne porta il nome e che rappresenta la più alta garanzia di piena libertà per la testata.
Nel 1999 Le Monnier viene acquisita da Mondadori e la stampa della rivista subisce un processo di “razionalizzazione”, con la tipografia che viene spostata in Lombardia e numerose fasi di passaggio, dalla composizione alla distribuzione, che allungano inesorabilmente i tempi di consegna ai lettori. Una situazione faticosa da sostenere che spinge la Fondazione Spadolini Nuova Antologia a cercare nuove partnership, pur di mantenere ben salda la propria identità ultracentenaria: il devoto, puntuale dialogo con gli abbonati, che rappresentano la vera forza e garanzia di sopravvivenza della testata. Di qui la necessità di riportare a Firenze, sotto l’occhio
vigile della Fondazione, tutte le fasi di produzione e distribuzione di quella che viene unanimemente riconosciuta come “rivista che ha fatto gli italiani” e come è scritto anche sul francobollo celebrativo del 150° anniversario emesso dal Ministero per le Attività Produttive e da Poste Italiane. Nuova Antologia si mantiene fedele a una linea editoriale che unisce il rispetto per la memoria storica al vivace confronto delle idee sulle maggiori questioni del nostro tempo.
Che senso ha oggi, nell’era dei computer e dell’I-phone, una rivista cartacea di 1.600 pagine l’anno suddivise in quattro volumi trimestrali? Così risponde Claudio Magris, garante del periodico fiorentino: “Nuova Antologia è rimasta scevra di sterili nostalgie del passato e di ancor più sterili rifiuti del presente. Proprio per questo è in grado, senza nulla cedere alla società dello spettacolo e senza volervi acidamente reagire, di svolgere con tranquilla originalità la propria funzione”.
Bandiera della nostra cultura e del buon senso, Nuova Antologia offre elementi preziosi di conoscenza e affina lo spirito critico, soprattutto dei giovani, con importanti progetti dedicati alle scuole superiori.
Nuova Antologia - a. CLII, n. 2281, gennaio-marzo 2017
Rivista di lettere, scienze ed arti. Serie trimestrale fondata da Giovanni Spadolini