«Il bambino che giocava con l’acqua», una storia tra sogno e squarci di azzurro
Toscana Oggi, 24-07-2016, Cambi Mariella
Un piccolo libro che prima di leggerlo viene voglia di accarezzarlo, tanto è delicato il disegno in copertina: un bambino che si diverte a giocare con l’acqua e che il titolo conferma “Il bambino che giocava con l’acqua. L’infanzia di Gesù narrata da Maria”, di Carmela Grande.
Non è del tutto inusuale, per chi ha un po’ di dimestichezza con la Scrittura e non solo, chiedersi come si svolgessero le giornate di quel Bambino: cosa mangiasse; come giocava; il suo primo compitare. Gli Apocrifi - fin troppo prodighi e minuziosi di particolari sull’infanzia del Figlio di Dio - non riescono a convincerci e a rendercelo reale e nostro. Ma Carmela Grande, aiutata da una forte spiritualità e da una naturale prosa poetica,
immagina, meglio sogna di chiederlo per noi a Sua Madre, a Maria: che cosa sia mai avvenuto in quella sconvolgente quotidianità. Complice, quindi, il sogno - il segno speciale con cui Dio si serve per parlare in maniera straordinaria alla sua creatura - Carmela ci porta per mano a Maria a dischiudere la giornata di Yeshua - il nome aramaico del suo bambino. Le scodelle di lenticchie e di farro a cena, oppure una zuppa di cipolle… “Qualche volta Giuseppe portava in una zucca vuota del latte prezioso per il suo bambino, datogli da un pastore a cui faceva dei lavoretti…”. E subito anche noi facciamo parte del suo sogno, di questa realtà che abbiamo respirato insieme a lei. Quadri che rivivono in noi “Il pomeriggio tessevo o filavo
la lana fino a quando, lieta e chiassosa, bussavano alla porta le vicine a interrompere la mia solitudine”. E finalmente, un Giuseppe partecipe, sempre. “Con Giuseppe ci scambiavamo sguardi e sorrisi, il silenzio tra noi acquistava voce e vita”. E come sorveglia quel Bambino “sia quando si feriva la mano con un chiodo o si dava qualche martellata sulle dita…” Maria l’avverte: “Non ti racconterò tutto, solo alcune piccole luci quotidiane, squarci di azzurro, che si apriranno nel mio cuore”.
Siamo grati a Carmela Grande di queste pennellate; di questi squarci di azzurro che si riversano su tutto il suo lavoro. I disegni di suo nipote sottolineano la preziosità di questo volume edito da Polistampa.
Il bambino che giocava con l’acqua
L’infanzia di Gesù narrata da Maria