E il Novecento dipinse se stesso
La Repubblica, 22-04-2006, Mara Amorevoli
Esposti gli autoritratti della collezione Rezzonico

Andate a vederli ora. Perché a fine mostra, l’11 giugno, finiranno nei depositi e chissà quando saranno esposti di nuovo al pubblico. Sono 50 autoritratti di artisti del ’900 esposti alle Reali Poste degli Uffizi. Davvero «Mai visti», come recita l’edizione speciale della rassegna natalizia degli «Amici degli Uffizi», perché fanno parte della recente acquisizione della soprintendenza del nucleo di ben 297 autoritratti di artisti moderni e contemporanei della collezione Raimondo Rezzonico. «I modelli di Narciso» in mostra sono solo una scelta di opere fra i tanti dipinti, disegni e fotografie che compongono la collezione, acquistata per 1 milione di euro dallo Stato, dagli eredi dell’imprenditore e editore del Canton Ticino, presidente del Festival internazionale del cinema di Locarno. Una selezione non facile quella operata dal curatore Antonio Natali, che ha privilegiato criteri di qualità, storicità e notorietà, per esporre le opere in cui leggere lo specchio dell’interpretazione di sé di maestri internazionali come Afro, Balla, Beuys, Clemente, De Chirico, Funi, Ligabue, Kokoschka,
Léger, Mafai, Matisse, Manzù, Peyron, Picabia, Pistoletto, Rosai, Roualt, Sciltian, Scipione, Sironi, Turcato, Vedova e Vasarely, tanto per citare alcuni «artefici di rango» visibili alle Reali Poste.
Insomma la collezione di autoritratti d’artista iniziata dal cardinale Leopoldo dei Medici nel ’600 e successivamente incrementata. Ma sono in molti ad interrogarsi sulla sua futura sistemazione. «Già, dove sistemare le opere? - si chiede Antonio Natali - Ci sono tanti edifici in cui pensarli, ad esempio nel Palazzo del Tribunale che dovrà traslocare a Novoli. Tanto più che non c’è spazio per tutti in Galleria, e che il Corridoio Vasariano che attualmente ne ospita qualche centinaio è in odore di spoliazione per diventare solo passaggio aereo per Palazzo Pitti». Una proposta che fa discutere, ma taglia corto il soprintendente Antonio Paolucci, «nel Palazzo dell’ex Tribunale dovrebbe essere sistemata la collezione archeologica medicea che prima era agli Uffizi, ossia le statue storiche come la Chimera d’Arezzo e l’Idolino». Questione rinviata intanto ai Nuovi Uffizi che, spiega l’architetto Antonio Godoli, «prevedono a piano
terra una sala per qualche centinaio di autoritratti storici della collezione medicea». Quanto ai 297 della cospicua raccolta del ’900 di Rezzonico, non resta che ammirarli ora in mostra anche se in formato stringato e sceltissimo , studiati e schedati nel catalogo edito da Polistampa, da Grazia Badino, Silvestra Bietoletti, Giovanna Giusti, Susanna Ragionieri e Giovanna Uzzani.
«Sono arrivati al prezzo davvero etico di appena 1 milione di euro, quando sul mercato avrebbero potuto spuntare cifre notevolmente più alte» commenta Paolucci, ringraziando l’erede Giò Rezzonico, figlio di Raimondo, che ricorda la passione e dedizione del padre scomparso 4 anni fa, nel collezionare nell’arco di 40 anni gli autoritratti dei maggiori artisti, «raccolta che abbiamo ceduto agli Uffizi con la garanzia di farla restare unita». L’inaugurazione è oggi alle 17 (da domani fino all’11 giugno, ingresso gratuito 10-17, chiuso lunedì), e segna l’avvio ufficiale a tutte le manifestazioni del «Genio Fiorentino», rassegna di eventi organizzata dalla Provincia, con Ente cassa di Risparmio, Regione e i 44 Comuni del territorio metropolitano.
I modelli di Narciso
La collezione d’autoritratti di Raimondo Rezzonico agli Uffizi