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Due grandi artigianati artistici a confronto. L’oro e i fiori delle porcellane dell’epoca art nouvau della Richard Ginori accanto alla paglia e i fiori del glorioso cappello di Firenze

Due grandi artigianati artistici a confronto. L’oro e i fiori delle porcellane dell’epoca art nouvau della Richard Ginori accanto alla paglia e i fiori del glorioso cappello di Firenze. È la mostra «Porcellane e cappelli fioriti», aperta da domani al 30 maggio (ingresso libero) in via Bufalini 6, nei locali dell’Ente Cassa che la promuove insieme all’Osservatorio dei mestieri d’arte. La mostra è curata, per la Ginori, da Pierluigi Ciantelli e, per i cappelli, da Roberto Lunardi, direttore del Museo della paglia. I cappelli sono per metà d’epoca e per metà di oggi, creati da singole aziende del distretto del cappello di paglia tra Signa e Firenze e dalle 21 (40 milioni di fatturato annuo e oltre 300 dipendenti) del consorzio «Il cappello di Firenze», presieduto da Giuseppe Grevi. In tutto, il distretto del cappello di paglia comprende 40 aziende, 500 dipendenti, 80 milioni di fatturato e conosce nuove glorie adesso che la moda rilancia il cappello e lo indossano da Brad Pitt e Johnny Depp a Lady Gaga. Di «una mostra rivolta al futuro» parla Giampiero Maracchi, presidente dell’Ente Cassa, «per valorizzare l’artigianato artistico e creare occupazione per i giovani». Forse sedotti dalla qualità incredibile delle circa 250 porcellane esposte, il glamour dei colori, dei disegni, dell’intreccio tra liberty e art noveau, dell’oro caldo e brillante. In imprevedibile sintonia con un centinaio di cappelli che riproducono lo stesso bel gioco di buon gusto, colori, fiori e freschezza di un lavoro in paglia tramandato di padre in figlio in aziende familiari. Da quando il famoso cappello nacque nel lontano 1714 con la prima manifattura a Signa.
Data recensione: 07/03/2013
Testata Giornalistica: La Repubblica
Autore: Ilaria Ciuti