Rodolfo Doni, la fede come letteratura
Corriere della Sera, 03-10-2011, Ermanno Paccagnini
Si è spento lo scrittore cattolico: una militanza politica e spirituale

Il riconoscimento maggiore Rodolfo Doni (suo vero nome Rodolfo Turco, nato a Pistoia nel 1919 e scomparso ieri a Firenze) lo ha ritrovato in questi ultimi anni, con l’editore fiorentino Polistampa, che gli ha dedicato una specifica collana intestata Rodolfo Doni Opere. Con una caratteristica: non di rado, nel riproporre i libri del passato, lo scrittore li ricontestualizzava e aggiornava. Come ad esempio col romanzo Servo inutile, «il primo tra i miei migliori», che nell’edizione Rusconi del 1982, attraverso la figura d’un prete in crisi, s’interrogava sulle difficili scelte della Chiesa negli anni della contestazione sessantottina e che nell’edizione 2007 trovava aggiunta una
«seconda parte: Sacerdos in aeternum», facendovi confluire la lacerante riflessione su tematiche dell’ultimo ventennio, oggetto anche di altri suoi scritti, qui rivisitati, ripensati e riordinati in forma diaristica. Cenni che dicono del fare del Doni narratore: uno scrittore che cala le sue interrogazioni nei risvolti interiori di chi vive le contraddizioni del presente, in una sorta di militanza cronachistica e spirituale. Accadeva già con le prime prove, in particolare con Sezione Santo Spirito (1959), nel quale rivisitava il dietro le quinte della Democrazia cristiana (in cui militava), anche utilizzando testi e discorsi di De Gasperi e La Pira, suo riferimento insieme alla Firenze cattolica che cerca di tradurre in politica la purezza del messaggio evangelico. Lo ripeteva
con I numeri del 1969 (Il senatore Mazzoni nella riproposta 1981). Accadrà soprattutto quando le insoddisfazioni e le interrogazioni interesseranno il rapporto tra fede e realtà, come ad esempio col citato Servo inutile e, tre anni dopo, con Medjugorje. L’avventura di un incredulo sulle controversie per le apparizioni mariane. Interiorità sofferte, quelle proposte da Doni nella trentina di opere: anche quando affrontava biografie di santi come Francesco, Chiara, lo stesso La Pira e infine Gesù. Interiorità anche personali, affidate a pagine diaristiche. Sino a quei colloqui coi figli, morti anche in circostanze tragiche, l’ultimo dei quali di tre anni or sono: Con te nella resurrezione. Un dialogo ancora una volta tra le ragioni del Cielo e della terra.
Servo inutile