Doni, l’opera tra spiritualità e storia
Toscana Oggi, 24-02-2008, Vincenzo Arnone
Il Convegno di studi sulla narrativa di Rodolfo Doni, in programma a Firenze il 25 febbraio, potrebbe per vari motivi essere giustamente definito storico: per quello che ha scritto su Firenze da cinquant’anni a questa parte; per quello che ha scritto sulla politica italiana in chiave narrativa; per quella dimensione cristiana che ha sempre caratterizzato le pagine dei suoi romanzi e per la qualità culturale dei relatori. Il convegno è coordinato da Franco Zangrilli, cattedratico della City University di New York e autore di vari saggi sulla narrativa di Doni. Tra i relatori ricordiamo padre Bartolomeo Sorge, padre Ferdinando Castelli, Fabrizio Guarducci, Andrea Guiati, Carmelo Mezzasalma, Tommasina Gabriele, Nicoletta Pascu... .Il titolo dato al convegno, «Spiritualità e storia nell’opera di Rodolfo Doni», mette già insieme sullo stesso binario due termini molto ricorrenti nei romanzi del Doni: la spiritualità cristiana con le sue scelte, i suoi drammi, la sua mistica, i suoi dubbi e la storia nel suo ingranaggio di fatti, di eventi, che fanno la politica, grande e piccola.Il Convegno analizzerà quel che letterariamente e spiritualmente hanno offerto i romanzi di Doni a cominciare da Sezione Santo Spirito degli anni Cinquanta, fino a La Conversione, uscito proprio in questi giorni, passando per altri come Servo inutile, La doppia vita, La città sul monte, Dialoghi con Lorenzo. È un modo come ripercorrere cinquant’anni della nostra letteratura e delle nostra storia e della storia fiorentina in maniera particolare, allorquando Doni scriveva dei piccoli fatti delle sezioni politiche, della vita di La Pira, delle avventure degli anni del terorismo...Ancora più rilevante e importante è il fatto che lo stesso Convegno di studi, due giorni dopo, il 27 febbraio, si terrà a Roma, a cura della comunità di Sant’Egidio con relazioni del cardinale Angelo Comastri, di Andrea Riccardi e dello stesso Franco Zangrilli. Due avvenimenti culturali di grande importanza per cui Benedetto XVI ha voluto far avere un saluto di augurio e di felicitazione: «Benedetto XVI formula
ogni miglior auspicio al prossimo incontro di studio fiorentino e romano e invocando lo Spirito del Signore, è ben lieto di inviarle speciale benedizione apostolica, volentieri estendendola agli illustri relatori, ai partecipanti e a quanti le sono cari».Abbiamo posto allo stesso Rodolfo Doni alcune domande riguardanti la dimensione religiosa della sua narrativa e l’idea-chiave del suo ultimo romanzo.«Chiedermi della mia dimensione religiosa cristiana è – rispondendoti con una battuta – come chiedermi se respiro per vivere... Dagli anni della guerra quando trovai la fede in un letto di un ospedale militare, l’ho anche raccontato ne La doppia vita (edizione ultima Oscar Mondadori, Scrittori del Novecento), mi sono nutrito della Eucarestia ogni settimana, e dalla morte del mio ultimo figlio nel 1990, ogni sera. Dove avrei potuto ritrovare il mio ventiduenne Lorenzo se non in Lui? Quale altra ricchezza per noi tutti se non in Lui? Uso dire, anche riguardo al mio ultimo libro che io sento come due anime nel mio scrivere, quella della fede e quella estetica. Esse talvolta – parlando in generale – possono venire a conflitto. Molte volte però, come i grandi artisti del passato ci dimostrano, consentono la grande arte».«Nell’ultimo libro, La conversione – continua Doni – il protagonista Marco aveva una fede “sociologica” fin da ragazzo, poi via via l’ha tradita, ma, ecco un banale incidente di sci costringendolo a letto, lo porta a riflettere a tutta la vita: le sue due famiglie, l’utile cui esclusivamente ha ispirato l’attività della azienda... Inizia da qui il suo processo di conversione, che via via si sviluppa nel romanzo... Chi legge vedrà. Lo sciuperei riassumendolo». Il convegno sullo «Scrittore dell’anno»Ha un respiro internazionale il convegno che si terrà nella Chiesa San Jacopo in Campo Corbolini (via Faenza 43) lunedì 25 febbraio sulla figura dello scrittore pistoiese, ma fiorentino d’adozione, Rodolfo Doni, Premio Selezione Campiello, Premio Estense, Premio alla Carriera –
Scrittore Toscano dell’anno 2007. È intitolato «Spiritualità e storia nell’opera di Rodolfo Doni» ed è curato da Franco Zangrilli. Ha ricevuto un messaggio augurale dal Papa ed è promosso dall’Istituto Lorenzo dé Medici, con il patrocinio del Comune di Firenze, e in collaborazione con il Dipartimento di storia delle Arti e dello Spettacolo dell’Università di Firenze e del Marist College di New York. Interverranno ai lavori critici e letterati quali Franco Zangrilli, della City University of New York, Giuseppe Costa, direttore della Libreria editrice Vaticana, Umberto Mariani della Rutgers University, Andrea Guiata della State University of New York at Buffalo, Ferdinando Castelli della Pontificia Università gregoriana, Bartolomeo Sorge, direttore di «Aggiornamenti sociali». La «Conversione», ultima fatica Considerato dalla critica uno dei maggiori narratori contemporanei e il massimo scrittore cattolico vivente, Rodolfo Doni esce con un nuovo romanzo, Conversione (Mauro Pagliai Editore, pp. 336, euro 13), nel momento stesso in cui Firenze e Roma lo celebrano con un convegno internazionale e una grande e autorevole presentazione. Conversione è l’opera più compiuta di Doni, quella in cui la sua ispirazione cristiana viene meglio espressa. La storia si avvita attorno alla crisi individuale e spirituale del protagonista di fronte allo sgretolamento della sua vita familiare e ai molti peccati di passione che compie. Una lunga degenza all’ospedale è per lui l’occasione per una dolorosa indagine sui fallimenti e sulle speranze della sua vita, scissa tra un0146amante segreta e una famiglia che non vuole perdere e che vuole rinsaldare nei suoi principi e nei suoi valori: «Perché tutto questo male? Male-dolore, male-errore, male-colpa, questa anti-natura; male individuale e storico. Di tutto si può dubitare fuorché della realtà di cui ci sentiamo immersi e vittime; e che ci comporta e consente di mettere in questa vita ciò che solo è veramente nostro: la sofferenza».
Servo inutile