Bernardo Pianetti della Stufa

Bernardo Pianetti della Stufa è nato a Firenze, in Borgo Pinti, il primo marzo del 1931.
Erano ancora i tempi, forse meno asettici, ma senz’altro più civili, nei quali si partoriva in casa e la partecipazione familiare all’evento era totale. A scuola fu un pessimo alunno ma, nonostante tutto, riuscì a entrare all’Università e, visto che in Italia non la si nega a nessuno, riuscì a prendere per i capelli una laurea in Scienze economiche e commerciali. Vincitore di una borsa di studio sull’economia somala, trascorse in quel paese del Corno d’Africa un periodo bellissimo ed esaltante. Rientrato in Italia e approdato al giornalismo militante, diventò prima redattore e poi, per vari anni, inviato del «Globo» di Roma. Successivamente ha lavorato a Bruxelles, come funzionario alla Direzione Generale dell’Informazione della Commissione Europea. Si è spento ad Arezzo il 13 dicembre 2014.
Ha scritto una gran quantità di articoli su svariati quotidiani e riviste italiani e stranieri. Ha pubblicato due volumi, 
Cittadinanza Europa Cittadino d’Europa, aggiudicandosi il «Prix Européen Emile Noël». E ancora: Sguardi e scintille, una raccolta di poesie equamente ripartite in italiano e in francese e L’anima nello scaffale, un panorama di sensazioni e fatti del nostro Paese sul filo di un’autobiografia. Nella sua scrittura ha sempre cercato di attenersi il più possibile alla sacrosanta libertà del politicamente scorretto e ha sempre considerato il cosiddetto politically correct, come la più ipocrita, meschina e soprattutto vigliacca espressione dell’intellettualismo moderno.

di Bernardo Pianetti della Stufa