Quei cacciatori di Massarella, veri re del nostro Padule
Il Tirreno, 30-05-2007, Riccardo Cardellicchio
Il Padule di Fucecchio ha avuto i suoi re. Gente di Massarella. Di due sono venuto a conoscenza leggendo “La vita e le cacce dei contadini fra Ottocento e Novecento” di Paolo Casanova e Francesco Sorbetti Guerri, uscito in questi giorni edito da Polistampa.  Vi si racconta la vita della campagna toscana - imperante la mezzadria - quando si cacciava per vivere. Un capitolo è dedicato al Padule, dove ci s’affida soprattutto a uno scritto di cinquant’anni fa di Cencio, alias Vincenzo Chiarini.  Il primo re risale all’inizio del Novecento. Nome: Cesare Foggini.  Figlio di mezzadri con un poderino in quel di Cerreto Guidi, decide di vivere “col fucile in mano” e sceglie d’abitare a Massarella.
 Solo, scapolo impenitente.Uno che, dopo vent’anni di fidanzamento, dice basta perché la sua lei gli ha chiesto di decidersi, una buona volta, a fissare la data del matrimonio. Lui, per tutta risposta, ha sbottato: “Eh no, prepotenze non ne voglio”.  E’ così bravo, in Padule, che diventa il cacciatore del marchese Eugenio Niccolini, senatore del Regno d’Italia, e dei signori del luogo e delle città toscane che frequentano il Padule.  Lo chiamano il cacciatore modello, di prato e di macchia. La sua specialità è la beccaccia. Se ne arrivano tre, due sono sue.  Non punta ad altro.  Non vuol saperne di animali da strascico.  Che non glieli segnali il suo cane, sennò
ce n’è anche per lui.  D’autunno e di primavera scende da Massarella e viene giù per il canale con il barchino. Ritto. Veste sempre di fustagno marrone, stivali fino al ginocchio. Parla e si muove con calma. Preciso.  Non patisce le stagioni.  L’altro re è più recente. S’impone prima, molto prima, della seconda guerra mondiale e dura fino agli anni Sessanta.  E’ Pietrino Baronti, origini contadine, un bel numero di figli, stimato da tutte le “doppiette” dei suoi anni.  Mai un colpo in più. Mai uno scempio. Mai un gesto sbagliato. Mai un consiglio fuori posto.  Tutto questo quando il Padule di Fucecchio godeva di maggior rispetto.
La vita e le cacce dei contadini fra Ottocento e Novecento
Quando si cacciava per vivere