I luoghi del cibo
Toscana Oggi, 04-11-2007, Lorella Pellis
È uscito il ventesimo volume della collana "Quaderni dei Servizi educativi", monografie scritte da studiosi e dedicate ad aspetti meno noti della storia e della tradizione. S’intitola A tavola nel Rinascimento, di Claudio Paolini, edizione aggiornata de "I luoghi del cibo", pubblicato nel 2004 e ormai praticamente introvabile. Si tratta di un saggio dettagliato sull’organizzazione degli spazi deputati alla cottura, la confezione e il consumo del cibo nella casa fiorentina tra XV e XVII secolo. Vi sono descritti utensili
e suppellettili delle cucine rinascimentali (posate piatti eccetera), come pure i sistemi per l’uso dei due elemente fondamentali adibiti alla cottura del cibo, ovverosia il fuoco e l’acqua (quindi focolari camini acquai). Colpisce anche la singolare panoramica sui maestri di bocca, cioè su quelle professionalità che ruotavano attorno alla tavola del signore (scalchi, coppieri, trancianti), nonché sulle buone maniere previste a tavola, fonte d’informazione preziosa per capire le diverse classi sociali. Singoli
manufatti raccontano anche storie complesse. La trasformazione della punta del coltello da acuminata a stondata, come si osserva dalla fine del Seicento, si collega ad esempio alla sempre maggior presenza di carni bollire che soppiantano quelle arrosto, come pure alla volontà di imporre il divieto di nettarsi i denti con le punte dei coltelli durante e dopo i banchetti. "Gustosa" anche la sezione antologica con brani di Boccaccio, Sacchetti, Della Casa e molti altri che offrono un vivido spaccato della vita gastronomica del tempo.
A tavola nel Rinascimento
Luoghi, arredi e comportamenti