Fallaci: mons Fisichella e Nencini ne parleranno a Firenze
AGI, 19-10-2007, ––
(AGI) - Firenze, 16 ott. - Una "religiosa" della liberta’; liberta’ politica, di opinione, di pensiero, di parola; combattente in vita e di fronte alla morte; consumata, ma non logorata, da un amore indescrivibile per la sua citta’, Firenze, e per la sua regione, la Toscana. Questa era Oriana Fallaci negli ultimi mesi della sua esistenza, nel tempo in cui i pensieri piu’ riposti, le inquietudini, i timori, sono inarrestabili e sinceri. Le uniche persone che li hanno raccolti, che con lei ne hanno parlato, discusso, dibattuto, sono un laico e un cattolico, entrambi interpreti del pensiero libero di Oriana Fallaci: il vescovo ausiliario di Roma e rettore dell’Universita’ Lateranense, monsignor Rino Fisichella, e il Presidente del Consiglio regionale
della Toscana, Riccardo Nencini, che le consegno’ a New York una onorificenza dell’Assemblea toscana. E’ la prima volta che Nencini e Fisichella hanno l’occasione di parlarne insieme in pubblico e forse potranno rispondere a chi ancora si interroga sul vero carattere, temperamento, natura, di una personalita’ come quella di Oriana Fallaci, in una parola, della sua vera identita’, cioe’ del suo modo di vedere il mondo e di incontrarlo, della sua capacita’ di capirlo, di amarlo, di affrontarlo, di cambiarlo. Ne parleranno in Santa Croce, sabato prossimo, 20 ottobre, prendendo spunto da un volume, uscito in questi ultimi giorni, di Riccardo Nencini ("Moriro’ in piedi"), che e’ anche il racconto, coinvolgente da un punto
di vista emotivo, realistico nella sua scansione di tempo e di idee, dei suoi incontri con Fallaci negli ultimi mesi di vita.
  Fisichella, destinatario di una parte importante del patrimonio librario di Fallaci, e’ anche l’uomo con il quale lei, "l’atea cristiana", ha affrontato il problema del sacro, che in qualche modo ha segnato gli ultimi anni della giornalista, fino a raccogliere la sfida di Papa Ratzinger, di vedere, di ragionare, lei, atea, tale rimanendo fino all’ultimo istante, del sacro e sul sacro. Un appuntamento e una testimonianza per molti versi decisivi per capire la Fallaci; un modo per riflettere sul suo angosciato messaggio di liberta’, considerata "un dovere, ancor prima che un diritto", dell’uomo.
Oriana Fallaci
Morirò in piedi