Oriana Fallaci “Morirò in piedi”
Toscana Qui, 01-11-2007, Giorgio Batini
“Riccardo, l’Occidente è malato, ha perso la voglia di lottare, oppone valori vacui di fronte all’integralismo islamico. È grasso e loro hanno fame, non ha una fede, e loro hanno una fede... L’Europa si è rammollita”. “Ho ancora tante cose da fare e invece devo prepararmi ad andarmene. Tutte questioni di cui mi sono sempre occupata poco a dire il vero...
E poi c’è la mia famiglia. Ho scritto diverse pagine sulla storia dei Fallaci: nonni, bisnonni, avi, giù, giù fino al Settecento. Ma non ho ancora finito... Ho sempre amato la campagna grevigiana e il Chianti. I Fallaci vengono da lì, da Panzano...”.
Queste ed altre, sono le cose dette da Oriana a Riccardo Nencini, presidente del Consiglio Regionale Toscano, suo
amico, durante telefonate e incontri, anche quelli poco prima della scomparda di lei: cose che Nencini ha raccolto in un libro che rivela una Fallaci per molti aspetti ancora inedita, privata, una donna corrosa dalla malattia, eppure, come sempre, libera e spavalda.
“Sono alla fine, Riccardo, e voglio morire a Firenze. Ed ora ci siamo. Ma morirò in piedi, come Emily Brontë”.
Oriana Fallaci
Morirò in piedi