«Morirò in piedi»: il libro di Riccardo Nencini racconta le ultime ore di Oriana Fallaci
L’Eco di Bergamo, 12-09-2007, ––
«Sono alla fine, Riccardo, e voglio morire a Firenze. Ed ora ci siamo. Ma morirò in piedi, come Emily Bronte». È la confessione di Oriana Fallaci fatta pochi giorni prima di morire all’amico Riccardo Nencini, presidente del Consiglio regionale della Toscana (tra i pochi testimoni degli ultimi giorni di vita della scrittrice), durante un’intera giornata trascorsa a parlare in una piccola camera a Firenze.Quella giornata e il lungo dialogo privato sono il contenuto di uno libro scritto da Nencini in cui l’autore ripercorre quel loro ultimo incontro, momento dopo momento, senza tradire nulla di quello che gli fu detto, mostrando un lato insolito della giornalista che nessuno ha descritto.Intitolato Morirò in piedi (edizioni Polistampa pp. 64, euro 6, il volume esce a un anno esatto dalla morte di Oriana Fallaci e rappresenta una
sorta di testamento morale della giornalista. Durante la conversazione la scrittrice parla del suo rapporto con «l’alieno», come lei stessa chiamava il cancro, del desiderio di morire a Firenze, in quella stanza da cui si vede l’Arno e dove durante la seconda guerra mondiale era rimasta con suo padre partigiano. «Voglio morire nella torre dei Mannelli – si legge nel libro – guardando l’Arno dal Ponte Vecchio. Lo sai perché? Era il quartier generale dei partigiani che comandava mio padre, il gruppo di Giustizia e Libertà. Azionisti, liberali e socialisti. Ci andavo da bambina, con il nome di battaglia di Emilia. Portavo le bombe a mano ai grandi. Le nascondevo nei cesti di insalata». Nelle pagine del libro Nencini rivela così una Fallaci per molti aspetti ancora inedita, privata, e traccia il ritratto
di una donna corrosa dalla malattia eppure, come sempre, libera e spavalda, capace con le sue idee di dividere i propri lettori. Al centro del lungo incontro anche tanti temi di attualità cari alla Fallaci: la crisi dell’Occidente, l’Islam e il terrorismo, le moschee, e poi ancora il ruolo degli Usa e dell’Europa. «Riccardo – si legge ancora nel volume – l’Occidente è malato, ha perso la voglia di lottare, oppone valori vacui di fronte all’integralismo islamico. L’Europa è rammollita». «L’idea di scrivere i libro – racconta Nencini – è stata quasi concordata con Oriana. Al termine del nostro incontro ci chiedemmo cosa avremmo fatto della nostra discussione, mi disse allora di farne ciò che volevo, aggiungendo: “Di te mi fido”».
Oriana Fallaci
Morirò in piedi