La fontana d’acciaio, collana “Dalla stanza” 1
San Sebastiano, 01-07-2007, Alessandro Maresca
Giornalista e responsabile di uffici stampa, Michele Brancale, classe 1966, affianca la scrittura giornalistica (collabora con La Nazione e L’Avvenire) a quella di poesie, che però fino ad oggi erano apparse esclusivamente in pubblicazioni occasionali. "La Fontana d’acciaio", dunque, è la prima raccolta sistematica ed organica di poesie che viene pubblicata da Brancale. L’opera si articola in cinque sezioni (Dalla stanza, La fontana di Azzàro, All’inesistente-esistente, Ritorno a casa, Arrivederci) che corrispondono
a cinque diverse prospettive che si interpolano fra loro generando una dialettica luce-ombra. Secondo il poeta peruviano Isaac Goldemberg, che ha realizzato la prefazione della raccolta, nella scrittura di Brancale ogni quadro possiede una tale potenzialità che al suo interno potrebbe essere celato un romanzo. Ci troviamo di fronte a una sequenza narrativa frammentaria, che sembra composta da fotogrammi attraverso i quali scorre il pensiero dell’autore che tende a costruire atmosfere particolari che mirano a ricostruire
la condizione umana. Nei versi di Brancale, percorsi da un profondo e implicito afflato religioso, troviamo l’uomo alla costante ricerca di se stesso. La raccolta dà ufficialmente il via alla carriera poetica del giornalista fiorentino, inaugurando e dando il nome, con la sua prima sezione ("Dalla stanza"), alla collana edita da Polistampa. Nelle copertine di questa collana si avvicenderanno i dipinti di vari autori contemporanei. Su questa pubblicazione compare la pittura "I soliti ignoti" di Giampaolo Talani.
La fontana d’acciaio