Ritratto di Alessandro Parronchi
InformaScandicci, 01-06-2007, ––
La nostra conferenza è stata organizzata recentemente a Scandicci nel Saloncino Unicoop di via Aleardi. Abbiamo così tenuto un altro evento letterario di grande interesse e di notevole successo grazie all’ospitalità della Sezione Soci Coop di Scandicci e quindi di Sabrina e Anna Maria ed agli interventi di Renzo Cassigoli e Caterina Trombetti.
Ho esordito ricordando che l’amico giornalista e scrittore Renzo Cassigoli è stato invitato sovente dal Centro d’Arte Modigliani e, tra l’altro, ha fatto parte delle personalità che hanno ricevuto una targa premio alla carriera in occasione delle nostre celebrazioni del 25° anniversario del novembre 2004. In gennaio 2006 Renzo Cassigoli ha presentato da noi il suo libro "Scienza e futuro: Umberto Veronesi conversa con Renzo Cassigoli". Anche in quell’occasione è intervenuta Caterina Trombetti, notissima poetessa, scrittrice, insegnante, critico letterario, operatrice culturale e nostro socio onorario.
Ho quindi osservato che l’amica Caterina è una personalità di livello internazionale, fra l’altro ambasciatrice della cultura italiana nel Mediterraneo, da quando ha ottenuto il premio Cartagine per la poesia e poi è stata invitata recentemente in Algeria dall’Istituto italiano di Cultura che opera in quel Paese.
Nel mio intervento ho quindi aggiunto che Alessandro
Parronchi è un noto poeta, critico letterario e storico dell’arte, nato a Firenze nel 1914 e morto nel gennaio del 2006. È stato uno dei poeti dell’avventura ermetica, che ha caratterizzato la poesia italiana negli anni Trenta del Novecento. I primi versi di "I giorni sensibili" del 1941, di "I visi" del 1943 e di "Un’attesa" del 1949, sono poi confluiti nel volume complessivo "Un’attesa" del 1962. Il suo cammino di poeta è proseguito con il libro "Per strade di bosco e di città" del 1954 e poi con cadenza decennale, con "Coraggio di vivere" del 1961, "Pietà dell’atmosfera" del 1970, "Replay" del 1980, "Expertise per Vittorio" del 1986, "Climax" del 1990. Seguirà infine "Quel che resta del giorno".
Notevole è la sua attività di critico letterario e di traduttore dal francese. La sua figura di critico e storico dell’arte è di grandissimo rilievo. Ha insegnato nelle università di Bologna e Firenze.
Ho concluso con un accenno alla pubblicazione "Incontro con Alessandro Parronchi" di Renzo Cassigoli, edita nel 2005 e in particolare alla domanda di Renzo Cassigoli: "Tornando al tempo in cui viviamo, qual è il tuo stato d’animo: di pessimismo o di un qualche barlume di ottimismo?". Alessandro Parronchi risponde: "Pessimismo e ottimismo sono due termini inadeguati. Il nostro è un tempo di sbandamento: un tempo
in cui la parola sembra perdere ogni significato. La delusione è tanta, mi auguro che torni la speranza. Il mondo ne ha bisogno".
Renzo Cassigoli ha spiegato che la sua cultura di giornalista internazionale e di scrittore, non è universitaria, ma lui, leggendo e studiando di tutto con grande impegno, professionalità ed esperienza, ha intervistato tanti grandi, da Renzo Piano a Veronesi ed altri, incluso Parronchi, ed ha cercato in loro l’uomo. Ha ricordato che, mentre Mario Luzi traduceva Shakespeare, Alessandro Parronchi traduceva Mallarmé.
Caterina Trombetti, prima di leggere alcune pagine dei testi poetici di Parronchi, ha chiesto a Renzo Cassigoli una sorta di ritratto di Parronchi cominciando dalla sua casa, "com’è fatta la casa di un grande poeta?".
"Mi sembra di aver notato, ha risposto fra l’altro Cassigoli, che Parronchi è stato un uomo di grande umanità, di ampie vedute e di vasta cultura. In casa sua, con più di 11.000 volumi, una parte dei suoi libri si trovava perfino nei bagni. È stato un intellettuale che si è portato dentro un bagaglio di sofferenze e tuttavia ne parlava con molto coraggio".
Per Renzo Cassigoli e Caterina Trombetti, la figura di Alessandro Parronchi non è mai stata quella di una persona appartata, piuttosto di un intellettuale che ha sempre rifiutato i luoghi comuni del disimpegno".
Conversando con Alessandro Parronchi