A scuola di legalità: un magistrato spiega agli studenti che cosa significa ‘bullismo’
Lucania, 28-07-2007, Biagio Gugliotta
In un volume, le esperienze di vita di Pier Luigi Vigna Questo libro raccoglie le interessanti riflessioni di Vigna scaturite dalle domande degli studenti di legge delle varie università della Toscana, e cioè di Firenze, Pisa e Siena e rappresenta un valido strumento didattico per questi ultimi ma anche un importante documento in quanto egli ripercorre numerosi episodi della sua vicenda di magistrato così fittamente intrecciata con quella del nostro paese, con uno stile accessibile a tutti. In queste conversazioni con gli studenti, oltre a dimostrare di possedere un’ottima cultura giuridica rivela anche una capacità nel trasmettere i suoi saperi agli studenti rendendole snelle e partecipate come mostra l’interesse e la partecipazione degli studenti che oltre ad ascoltare le sue dissertazioni, hanno coinvolto il dottor Vigna in numerose domande. Gli argomenti trattati sono la delinquenza giovanile, in particolare il bullismo, un fenomeno in crescita che investe il vasto e variegato mondo della scuola,
e che si accanisce contro i soggetti più deboli alle altre forme di delinquenza giovanile da non sottovalutare ma da risolvere con misure repressive. Come bisogna arginare con misure repressive anche terrorismo nazionale, altro argomento trattato, che dopo l’attentato ad Aldo Moro sembrava essere stato apparentemente debellato ma che si è ricostituito mietendo altre vittime, da Massimo D’Antona ucciso barbaramente a Roma nel 1999 a Marco Biagi ucciso nel 2002, e internazionale, in particolare quello di matrice islamica che dall’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 ha subito un notevole incremento, oltre alla criminalità organizzata, presente sul nostro territorio da anni e che, malgrado numerosi provvedimenti, non è stata debellata.
Nel suo libro viene riportata anche la sua esperienza a capo della DNA, la cui costituzione è ascrivibile al decreto legge 20 novembre 1991 n.367, convertito in legge 20 gennaio 1992 n. 8, recante “coordinamento delle indagini nei procedimenti
per reati di criminalità organizzata” . Oltre a spiegare l’organigramma di questo organismo, spiega le ragioni che hanno portato alla sua costituzione. Avvalendosi della sua esperienza in campo giudiziario, ha saputo dirigerlo egregiamente. Il libro offre anche piste di lettura e spunti di riflessione su due tematiche strettamente connesse: la sicurezza e la legalità. La sicurezza nasce dal fatto che il senso di insicurezza che attraversa la nostra società porta alla proliferazione della paura causata dalla criminalità che in generale è aumentata anche a causa della presenza di immigrati clandestini che di anno in anno aumentano sempre di più. Tuttavia occorre anche l’osservanza delle leggi approvate, di cui il principio della legalità, in quanto non ha senso approvare una legge senza attuarla. Se vogliamo un paese sicuro dove la libertà di circolazione dell’individuo non venga violata, occorre intervenire tempestivamente prevenendo tutti gli atti criminosi.
Intervista con la legge
Sicurezza e legalità: confronto con gli studenti universitari