La poesia interiore di Brancale
La Nuova Basilicata, 07-06-2007, Mariolina Notargiacomo
È uscita in questi giorni la prima raccolta di poesie di Michele Brancale, intitolata La fontana d’acciaio. Brancale, nato in Basilicata nel 1966, vive e lavora a Firenze. Ha da sempre affiancato la scrittura giornalistica a testi di poesia, apparsi fino a ora solo in pubblicazioni occasionali. L’opera si articola in cinque sezioni (Dalla stanza, La fontana di Azzàro, All’esistente-inesistente, Ritorno a casa, Arrivederci) corrispondenti ad altrettante diverse prospettive che si interpolano tra loro, accomunate da un implicito e profondo afflato religioso. “Una scrittura - secondo il poeta peruviano Isaac Goldemberg, che firma
la prefazione - dove ogni ‘quadro’ possiede una tale potenzialità che al suo interno potrebbe essere nascosto un romanzo”: Alla fontana di Azzàro / - di pietra nera, lo sfondo / d’oro, era sempre fresca - / mi avvicinai per bere / ed aspettando l’inverno, / mentre batteva il vento / sulla collina, sceglievo, / finalmente dissetato, / di fermarmi ancora un poco. / La pioggia arrivò così; / piegò i fiori nel pantano. La raccolta inaugura e dà il nome con la sua prima sezione alla collana Polistampa «Dalla stanza» che pubblicherà, con cadenza trimestrale, una selezione di opere di poeti contemporanei sia italiani che
stranieri. Con linee sobrie e copertine dove si avvicenderanno dipinti di vari pittori contemporanei (per La fontana d’acciaio Giampaolo Talani), i volumi «Dalla stanza» saranno contraddistinti da una grafica riconoscibile e moderna. Ne La Fontana d’acciaio c’è “un convivio dell’umorismo con l’incertezza, una base organizzativa che privilegia il senso simbolico della ricerca interiore, una combinazione innovatrice tra diverse risorse poetiche che cercano la rappresentazione del linguaggio come incantamento” (dalla prefazione di Isaac Goldemberg). Il libro è acquistabile su www.polistampa.it o in libreria a 8 euro.
La fontana d’acciaio