PENSARE LEGGENDO
Bazar - cultura e divertimento intelligente, 06-07-2007, Ciro Bertini
Per ragioni imperscrutabili – chissà, forse somatiche - Piero Luigi Vigna ci è sempre stato simpatico. Eppure, non solo ha svolto come professione quella del giudice, quindi uno chiamato, pur nell’applicazione della legge, ricorrendone il caso a stabilire pene detentive; ma per un bel po’ d’anni ne ha incarnato la figura – disturbante per i garantisti a oltranza – del pubblico ministero, vale a dire nei processi dell’accusatore. Probabilmente il fatto è che da quando è divenuto personaggio pubblico,
ripreso dalle telecamere televisive, il suo sguardo ha sempre evidenziato un’apertura all’ascolto; e il suo eloquio, chiaro e diretto, un notevole intento comunicativo. Apertura all’ascolto e intento comunicativo che sono qui palesati dalla fedele riproduzione di alcuni confronti con gli studenti delle facoltà di giurisprudenza di vari atenei. Si va dall’importanza di una corretta architettura urbana a tutela della convivenza civile, alla storia in formato Bignami delle B.R. Dal suo ruolo a capo
della Direzione Nazionale Antimafia, all’importanza che si privilegi la prevenzione (“serve a far sì che un vaso non si rompa”) alla repressione (che è come “ricomporre i frammenti del vaso frantumato”). Né si sottrae all’inaspettata domanda di un padre cui hanno ucciso la figlia, sempre memore delle parole di Falcone, valide in ogni circostanza della vita: “Chi ha paura muore tutti i giorni, chi ha coraggio una volta sola”. Colonna sonora: PEPPE VOLTARELLI Distratto ma però
Intervista con la legge
Sicurezza e legalità: confronto con gli studenti universitari