BR: Vigna, Donat Cattin voleva spararmi in testa
AGI, 17-04-2007, ––
(AGI) - Firenze, 17 apr. - Nel 1978 il giudice Piero Luigi Vigna fu bersaglio del terrorista Marco Donat Cattin. E’ quanto emerge dalle parole dello stesso procuratore che, nel suo nuovo libro Intervista con la legge, per la prima volta rivela questo e altri episodi della propria vita di magistrato. A pagina 42, alludendo inequivocabilmente al famoso brigatista di Prima Linea, narra l’agghiacciante aneddoto con queste parole: "Un terrorista rosso che e’ morto, uscito dal carcere, cercando di aiutare un automobilista in autostrada, al termine di un interrogatorio mi disse: "Lei a Firenze, giocava a tennis".
"No", gli risposi "non ho mai giocato a tennis
in vita mia". Il giovane insisteva e alla fine mi specifico’ che io giocavo a tennis nel lungarno Colombo di Firenze. Mi ricordai, allora, che andavo li’ a prendere mia figlia che giocava a basket. E gli chiesi: "Come e’ che lei sa che andavo nel lungarno Colombo?". Rispose: "Perche’ le sono venuto dietro tre volte per spararle in testa, ma non ho mai trovato il momento opportuno". Piero Luigi Vigna e’ oggi in grado di circoscrivere questo tentato omicidio al 1978, quando stava concludendo le sue indagini proprio su Prima Linea, indagini che avrebbero portato al processo ben 110 imputati, molti dei quali poi condannati. "P.L. in quel periodo - afferma
Vigna - studiava da vicino ogni mio passo: tutte queste cose le ho sapute dopo, quando nei covi della frangia delle Brigate Rosse furono ritrovate fotografie di casa mia e moltissime tracce di uno studio approfondito". Il volume, prendendo spunto da una serie di 12 incontri con gli studenti universitari delle facolta’ di Giurisprudenza di Firenze, Pisa e Siena, approfondisce argomenti ancora oggi scottanti e urgenti: dalla legittima difesa alla sicurezza urbana, dalla bullismo alle vittime della criminalita’, dal terrorismo alla mafia cinese, dalla liberta’ personale alla certezza della pena, dalle intercettazioni alle indagini sotto copertura. (AGI)
Intervista con la legge
Sicurezza e legalità: confronto con gli studenti universitari