Muore Alessandro Parronchi, l’ultimo degli ermetici
L’Unità, 07-01-2007, ––
Il poeta e critico d’arte si è spento ieri mattina nella sua casa fiorentina. Aveva compiuto da pochi giorni 92 anni. Era stato protagonista di una stagione straordinaria della cultura fiorentina. Cordoglio e commozione in città: «I grandi poeti non nascono tutti i giorni»DA OGGI in Santissima Annunziata la camera ardente, domani pomeriggio il funeraleEra l’ultimo grande esponente dell’ermetismo. Dopo la scomparsa di Mario Luzi, era rimasto lui, Alessandro Parronchi, a ricordare al mondo quel che Firenze aveva rappresentato nel mondo delle lettere e dell’arte. Tempi leggendari, di cui lui era rimasto uno degli ultimi testimoni. Alessandro Parronchi, poeta, storico e critico d’arte è morto ieri mattina nella sua casa di Firenze. Aveva compiuto 92 anni il 26 dicembre scorso. Lascia la moglie Nara e due figlie, Rosa e Agnese. Tra i massimi studiosi di Michelangelo Buonarroti, «Studi sulla dolce prospettiva» era la sua opera più importante, Parronchi si è segnalato anche tra i protagonisti della storia dell’ermetismo fiorentino. La sua ricca produzione poetica era stata recentemente raccolta in un volume, «Le poesie», edito nel 2000 da Polistampa. Nato a Firenze nel 1914, aveva compiuto gli studi classici laureandosi in storia dell’arte nel 1938. La sua era una famiglia di notai - lo erano sia il padre che il nonno, ma lui aveva scelto la strada difficile e totalizzante dell’arte e della poesia, due muse che hanno illuminato la sua esistenza. È stato a lungo ordinario di Storia dell’arte medioevale e moderna e ha scritto molte monografie scientifiche.Poesia «malinconica e triste» quella di Alessandro Parronchi, come lui stesso la definiva spiegando
che «oggi la tristezza non è ammessa». Nella storia letteraria italiana, lui, che era anche critico d’arte e docente universitario, ha comunque mantenuto un ruolo di primo piano. Innanzitutto perchè era stato protagonista di quel gruppo di ermetici che tra il 1930 e il 1945 si riunirono in una vera e propria scuola per fare poesia lontano dal contingente e in una ricerca continua del profondo e dell’inconscio. Dopo la laurea in storia dell’arte cominciò la sua attività collaborando con giornali e riviste d’avanguardia e avvicinandosi al ‘club’ di poeti dell’ermetismo fiorentino o secondo ermetismo: Mario Luzi, Piero Bigongiari, Alfonso Gatto, Carlo Betocchi, Luigi Fallacara, Carlo Bo, Franco Fortini, Oreste Macrì. In quel clima nasce la sua prima raccolta di poesia, I giorni sensibili, pubblicata nel 1941. In seguito, la sua scrittura abbandona l’ermetismo per percorrere altre strade le cui radici affondano nella letteratura dell’esistenzialismo cristiano e nei classici della poesia italiana. Tra i titoli più famosi, Per strade di bosco e città (1954), Coraggio di vivere (1961) e Quel che resta del giorno del 2001, anno in cui Parronchi ricevette il premio di poesia «Dino Campana». Intenso il suo rapporto con poeti, artisti e scrittori del ’900 italiano, tra cui spicca Vasco Pratolini con il quale intrattenne un appassionante carteggio. Per anni ordinario di Storia dell’arte medievale e moderna, Parronchi ha scritto molte monografie scientifiche e intrecciò solidi rapporti con i maggiori artisti del ’900, da Ottone Rosai a Guido Borgianni, Sergio Scatizzi, Venturino Venturi e Mario Marcucci.
Grande cordoglio a Firenze per la scomparsa
del poeta. «Con Alessandro Parronchi scompare una delle figure di intellettuale più importanti e rappresentative della cultura italiana ed europea del Novecento - ha scritto il sindaco di Firenze Leonardo Dominici nel telegramma inviato alla famiglia del poeta-. Per i suoi 90 anni la città di Firenze volle essergli vicina conferendogli un riconoscimento in segno di affetto, di stima e di considerazione. Oggi Firenze ne ricorda la memoria con identica ammirazione, partecipando alla famiglia, ai suoi cari, i sentimenti del più commosso cordoglio». «La morte di Alessandro Parronchi è un lutto gravissimo, perchè non nascono di frequente grandi poeti - dice Dario Nardella, presidente della Commissione cultura del Comune di Firenze - Firenze non dovrà dimenticare Parronchi, come non dovrà dimenticare Mario Luzi, Piero Bigongiari e gli altri grandi esponenti dell’ermetismo fiorentino e della poesia contemporanea italiana e europea. Al primo consiglio comunale di Firenze dell’anno, il 15 gennaio, avanzerò la proposta di individuare con tutte le scuole dell’obbligo della città una giornata dedicata alla lettura delle opere di Parronchi». «Il Consiglio regionale della Toscana ricorda con affetto Parronchi. La sua scomparsa è una grave perdita per la cultura italiana» dice il presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini. «Con lui scompare un altro degli uomini che fecero grande la cultura fiorentina - commenta l’onorevole Valdo Spini -. Di fronte alla sua opera ci inchiniamo reverenti». La camera ardente è aperta da oggi alle 10.30 nella chiesa della Santissima Annunziata a Firenze e i funerali si svolgeranno domani alle 15.
Le Poesie