Antonino Pierozzi
Medioevo Latino, 01-07-2018, ––
Il volume ricostruisce la figura di Antonino Pierozzi attraverso l’attività del frate nella Firenze del Quattrocento, con rimandi a eventi, storici e artistici, a partire dall’insediamento dell’ordine dei Domenicani nella città (1221). Un estratto da una lettera di G. La Pira (pp. 19-20) precede il ritratto, mentre una serie di tavole accompagnano il testo con rimandi ai luoghi in cui agì il teologo riformatore. Ogni capitolo è introdotto da citazioni anonime di una terziaria domenicana.
I cenni biografici procedono dall’infanzia per concentrarsi sull’attività fiorentina del frate: l’incontro con Cosimo de’ Medici (trasposto anche in forma di dialogo, pp. 23-4), la ricostruzione del convento di San Marco, il concilio ecumenico (1438), l’opera di restauro del Beato Angelico, la riorganizzazione della «Compagnia dei Fanciulli». Contemplazione e azioni caritatevoli sono mostrate nella predicazione e nelle opere dell’arcivescovo (Summa moralis, La nave spirituale,
Summa historialis o Chronicon), presentato nel volume come esempio di devozione mariana e modello di direzione spirituale (anche per le donne, pp. 77-9), fautore della formazione del clero, della crociata contro gli Ottomani (pp. 92-3) e critico dell’usura e delle frodi (pp. 71-6). Gli interessi umanistici del frate sono confermati dai rapporti con figure contemporanee quali Niccolò Niccoli, Marsilio Ficino, Paolo dal Pozzo Toscanelli e Giorgio Antonio Vespucci.
Antonino Pierozzi
Un santo domenicano nella Firenze del Quattrocento