Spadolini, una vita a fianco degli ebrei
QN - Il Resto del Carlino - La Nazione - Il Giorno, 17-10-2013, Cosimo Ceccuti
Con una lunga e paziente ricerca, che si avvale di fonti molteplici e rare, quali discorsi, articoli, testimonianze personali Valentino Baldacci ha ricostruito “la lunga coerenza” di Giovanni Spadolini, nell’arco dell’intera vita, nel sostegno costante al popolo ebraico e nella difesa del diritto all’esistenza dello Stato di Israele. Un sodalizio, quello fra Spadolini e la comunità ebraica, che muove da lontano. Dagli studi sul pensiero di Mazzini e Cattaneo, ed ancor più da quando il giovane studente liceale riesce ad allontanare da sé la nebbia creata dalla propaganda del fascismo ed a collocare nella piena legittimità l’aspirazione alla pari dignità e riconoscimento dei diritti degli ebrei. L’autore ci fa rivivere attraverso il pensiero e l’azione, il giudizio e le battaglie etiche e politiche del Professore fiorentino, il suo percorso, teso alla ricerca di una soluzione condivisa della “questione palestinese” che tanto lo angosciava: mettendo a confronto la posizione via via assunta di fronte all’incalzare delle vicende mediorientali specie nei momenti di svolta. La guerra di Suez (1956), quella dei Sei Giorni (1967) e del Kippur (1973); gli accordi
di Camp David e il trattato di pace fra Egitto e Israele (1977-1979), l’invasione del Libano (1982), l’esposizione del terrorismo palestinese (anni ’70 ’80’), le trattative fra Olp e Israele. Ma anche numerose altre vicende relative al mondo ebraico, come la rinascita dell’antisemitismo e il negazionismo nelle varie accezioni. Relazioni internazionali, politica interna italiana, memoria storica, componenti etniche: sono queste le chiavi di lettura che consentono di comprendere la “linea Spadolini” su un tema così complesso. Filoebraico e filoesraeliano, Spadolini evolve il proprio pensiero, critico e mai aprioristico. Irriducibile nel rispetto dei diritti, nell’invito al dialogo e alla tolleranza fra le parti, avverso a ogni forma di razzismo, di integralismo e di tanatismo: «Il razzismo è in radice incompatibile con qualunque Stato di diritto» ha scritto in apertura del “libro bianco” promosso come presidente del Senato su “L’abrogazione delle leggi razziali Italia (1943-1987)”: quarantaquattro anni, tanti ne sono accorsi nel nostro paese per reintegrare pienamente i diritti dei cittadini ebrei, dalla caduta di Mussolini in avanti. Nel libro
– che di avvale della prefazione di Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane – rivivono episodi clamorosi, che videro Spadolini protagonista nella scena politica nazionale, e non solo, quali il sequestro della nave “Achille Lauro” e l’assassinio dell’ebreo americano invalido Lèon Klinghofer (7-12 ottobre 1985); la partecipazione ai funerali del bambino Stefano Tachè, ucciso nel corso dell’attentato terroristico alla Sinagoga di Roma, avvenuto tre anni prima, il 9 ottobre 1982: Spadolini fu l’unico politico accettato in quella circostanza dalla comunità ebraica romana. Sulla copertina del volume una convinta stretta di mano fra Spadolini e Shimon Peres, in occasione di uno dei numerosi incontri. Qualche tempo fa ho avuto modo di salutare l’attuale presidente di Israele e gli ho ricordato Spadolini: per un attimo è andato indietro col pensiero ed ha commentato: «He was a great man». Un grande uomo, un grande amico del popolo ebraico. Valentino Baldacci, “Giovanni Spadolini: la questione ebraica e lo Stato d’Israele. Una lunga coerenza”, Edizioni Polistampa, Firenze, pp.X – 242, euro 18.
Giovanni Spadolini: la questione ebraica e lo stato d’Israele
Una lunga coerenza