Memorie della Grande Guerra nei monumenti ai caduti
Il Tirreno, 13-06-2013, Riccardo Cardellicchio
Cascasse il mondo, al pranzo del 4 novembre, organizzato dalla sezione dei combattenti e reduci, mio nonno materno non mancava mai. Rinunciava a tutto, ma a quello no. La prima guerra mondiale aveva inciso nella sua vita. L’aveva vista brutta almeno tre volte. Non era il solo. Di più: l’Italia aveva avuto stravolto il proprio futuro. La campagna, in primo piano, con la perdita di gran parte degli uomini. E i reduci erano tornati arrabbiati, perché consapevoli d’essere
stati considerati carne da macello. Mio nonno ne parlava malvolentieri. Anche altri hanno fatto come lui. E certi eventi sono affidati a poche pagine di storici non sempre imparziali. Sicché, alla vigilia del centenario dell’inizio della guerra (2014), si viaggia tra la nebbia o nell’ignoranza. Ad ammorbidire il malcontento, arrivano iniziative, come quella del Ministero dei Beni e Attività culturali. Si tratta della memoria della cosiddetta “Grande Guerra”
in Toscana. Che ha prodotto “Monumenti ai Caduti. Firenze e provincia”. Responsabile del progetto Lia Brunori. Dal censimento al libro (edito da Polistampa), il passo era necessario. Scopriamo monumenti e lapidi anche nei luoghi più impensati, realizzati in gran parte all’inizio degli anni Venti. Gli artisti, finalmente, trovano spazio in biografie, anche se brevi. Sono in programma volumi su Pistoia, Pisa e Prato. Un bel progetto per ravvivare la memoria.
Monumenti ai caduti. Firenze e Provincia
La memoria della Grande guerra in Toscana