Laurenziana, senza quei codici non ci sarebbe il liceo classico
L’Unità, 03-03-2011, Gianni Caverni
Se non ci fosse stata la Biblioteca Medicea Laurenziana non ci sarebbe stato il liceo classico (e magari qualcuno lo avrebbe preferito...). Ad affermarlo è stato Massimo Bernabò che ha curato “Voci dll’Oriente – Miniature e testi classici da Bisanzio alla Biblioteca Medicea Laurenziana”, l’affascinante mostra che, da domani e fino al 30 giugno, occupa il salone michelangiolesco. Quarantadue codici che riproducono i testi di autori della Grecia antica, vissuti fra il VII secolo a.C. e il V d.C., come Omero,
Platone, Aroistotele, Erodoto, Demostene, Atanasio e Proclo, testi letterari, scientifici, medici, ma anche scrittori cristiani, la Bibbia e il Nuovo Testamento. «Non ho voluto fare una mostra sui Medici ma su Bisanzio – ha detto Bernabò – dove questi testi parlavano  la lingua comunemente usata, il greco». Immersi in una luce tenue e in una interessante musica che va dal III secolo a.C. al tardo ’400 mediceo, i codici offrono la loro bellezza estetica oltre al valore storico-documentario ottimamente testimoniato
dal catalogo di Polistampa. Il nascente umanesimo fiorentino e la sua sete di antico fecero arrivare a Firenze, dopo il tentativo di unire la Chiesa ortodossa e quella cattolica (1439) e dopo la caduta di Costantinopoli, maestri bizantini che insegnassero il greco e una grande quantità di testi miniati, antichi o fatti fare appositamente. Il ruolo dei Medici nel diffondere questa attenzione nella parte più attenta e viva dei fiorentini è stato decisivo: lo testimonia anche l’esistenza del liceo classico.
Voci dell’Oriente
Miniature e testi classici da Bisanzio alla Biblioteca Medicea Laurenziana