Bartolini tra parole e immagini
Linea, 11-02-2011, Alberto Sburlati
Una pittura fatta di alti silenzi e attese metafisiche, emblema di una concezione costruttiva dell’arte e del mondo. Esce uno studio storico-critico sull’artista con brani del diario inedito
È stato presentato nella Sala Maggiore del Palazzo Comunale di Pistoia (piazza Duomo) il volume Sigfrido Bartolini. Fra luoghi e tempo la parola e l’immagine (ed. Polistampa, pp. 256, euro 45). Hanno presentato il volume lo storico Franco Cardini e il critico d’arte Elena Pontiggia. L’opera, realizzata con il contributo della Banca di Pistoia, rappresenta una vera e propria ricognizione storico-critica sulla figura dell’artista pistoiese scomparso nell’aprile del 2007, e riporta brani del suo diario finora inedito che ne documenta la vita e il pensiero, assieme a fotografie e immagini a colori delle sue opere.
Sette testi critici, preceduti da un ampio saggio introduttivo di Franco Cardini, raccontano il Bartolini scrittore, pittore e polemista, facendo anche emergere i tratti meno conosciuti della sua personalità e della sua ispirazione poetica.
È Claudio Rosati, con il saggio Il costruttore di paesaggi, a sottolineare quella cifra del pittore che lo ha reso celebre
in Italia e all’estero, privilegiando il sostrato culturale di un artista che, nella sua opera, ha rappresentato un paesaggio popolato dalle sue «monumentali case» abbandonate, protagoniste di una pittura fatta di alti silenzi e di attese metafisiche, emblema stesso di una concezione costruttiva dell’arte e del mondo.
Marino Biondi, con Appunti per un ritratto di Sigfrido Bartolini scrittore propone invece un’analisi ampia, puntuale e decisamente ricca di novità rispetto alla conoscenza finora avuta del Bartolini uomo di lettere, facendo emergere il suo particolare interesse, e per la qualità e lo stile della scrittura, e per il Bartolini “diarista” auspicando in un prossimo futuro la pubblicazione di questi diari.
Nel suo saggio dal titolo Una disperata felicità Simonetta Bartolini segue il filo rosso del “Diario inedito” (1954-2007) intorno al quale costruisce un itinerario alla scoperta di un Sigfrido Bartolini poco conosciuto.
È poi Giovanni Capecchi con Tra le cortine di buon lino della provincia, a ricostruire l’attività di Bartolini studioso, interessato a valorizzare l’attività di celebri artisti
(Carrà, Sironi, Soffici ecc.) ma anche quella di artisti del milieu pistoiese del secolo scorso che, se ebbero poca fortuna di fama, non difettarono in valore.
In Una scuola tranquilla e invidiabile Siliano Simoncini ricostruisce la biografia dell’artista insegnante tradizional-anticonformista all’Istituto d’arte di Pistoia.
E ancora, è Aurelio Pezzola, ne La drammaturgia in Sigfrido Bartolini, a rievocare il magistero mostrando quanto dalle “case” di Bartolini egli abbia tratto ispirazione per le sua attività di architetto.
Infine, in Caratteri e destino di una casa d’artista (e non solo), è il direttore del Museo civico di Pistoia, Elena Testaferrata, a guidare il lettore in una visita assolutamente particolare nella casa di Bartolini, sottolineando la ricchezza, archivistica e di materiali di studio, di una dimora d’artista che ha il progetto di diventare fondazione.
A illustrare quest’ultima parte, le bellissime fotografie di Grazia Sgrilli che compongono un Album di “casa Bartolini” suggestivo e fascinoso.
Chiude il volume la nutrita sezione degli apparati critici e della vasta bio-bliografia.
Sigfrido Bartolini
Fra luoghi e tempo la parola e l’immagine