Novecento sedotto. Il fascino del Seicento tra le due guerre
Cose Belle Antiche & Moderne, 01-04-2011, Andrea Bardelli
Dagli anni venti, con la grandiosa mostra del Sei e Settecento tenutasi a Palazzo Pitti nel 1922, fino agli anni quaranta, con le inchieste sul Barocco, cui contribuirono intellettuali filosofi e artisti, il fascino del Seicento influenzò la ricerca novecentesca di un nuovo rapporto con la realtà. Da qui la fortuna del caravaggismo nelle sue declinazioni napoletane, o spagnole. Stimolati dal dibattito sorto sulle pagine di riviste d’arte come «La
Voce» e «Valori plastici», i pittori moderni recuperano il secolo in giochi di rimandi stilistici e iconografici. Lo testimoniano tele, tavole, affreschi riprodotti accanto a opere significative del Seicento, tra Caravaggio e Velàzquez, con le quali intrecciano un intrigante dialogo in questo catalogo e nella relativa mostra, allestita dal 16 dicembre 2010 al primo maggio 2011 presso il Museo Annigoni di Villa Bardini a Firenze. Il percorso indaga
il tema del sacro, la pittura di figura e “generi” magistrali come la natura morta e il paesaggio. Il recente contesto artistico è testimoniato da opere significative di Primo Conti, Felice Carena, Baccio Maria Bacci, Achille Funi, Cipriano Efisio Oppo, Carlo Socrate, Armando Spadini, Giorgio De Chirico, Gregorio Sciltian, Antonio Bueno e soprattutto Pietro Annigoni, pittori affascinati dall’arte barocca, come rivela il titolo del libro.
Novecento sedotto
Il fascino del Seicento tra le due guerre