Da Velasquez al “pittore delle regine”
Il Tirreno, 06-01-2011, Gabriele Rizza
Il titolo è molto esplicito e dice già tutto: “Il fascino del Seicento fra le due guerre da Velasquez a Annigoni”. Ma la sintesi è efficace: “Il 900 sedotto”. Ovvero la ritrovata esplosività del Seicento. Che partì in tempi non sospetti proprio da queste parti con la imponente esposizione allestita nel 1922 a Palazzo Pitti che dette l’avvio alla riscoperta del Caravaggio e della pittura a lui coeva. Un ’600 sorprendente e crepitante di chiaroscuri.
Ci accompagna in questa affascinate avventura la mostra allestita a Villa Bardini (Costa San Giorgio 2), dove ha sede il Museo Annigoni, che è
anche un modo per festeggiare il primo centenario del “Pittore delle regine”.
Esposte sotto il coordinamento scientifico di Carlo Sisi una cinquantina di opere che servono a illustrare e modulare questa sorta di legame secolare, questo passaggio di testimone che traghetta da una sponda all’altra dell’Arno antico e moderno, in un dialogo serrato ma non vano, affascinante e perentorio, robusto ma non donchisciottesco. Una “passione e una mania seicentesca” accertata da critici, studiosi, collezionisti (il Longhi, il Marangoni, l’Ojetti) e che qui trova modo di riportare il visitatore a quel clima e a quelle suggestioni
e che rimbalza fra confronti e accostamenti.
I nudi di Primo Conti e Felice Carena accanto a quelli di Artemisia Gentileschi, la “Venere dormiente” di Carlo Socrate riflessa in quella di Giovanni Baglione, le nature morte di Giorgio De Chirico e Pietro Marussig che rimandano a Giuseppe Recco, con Antonio Bueno e Gregorio Sciltian che guardano al restaurato “Acquaiolo” del Velasquez fino al “Cinciarda” di Annigoni che si avvicina al San Bartolomeo di Ribera. E poi fra gli altri pezzi di Baccio Maria Bacci, Armando Spadini, Cipriano Efisi Oppo, Achille Funi. Accompagna la mostra il catalogo edito da Polistampa.
Novecento sedotto
Il fascino del Seicento tra le due guerre