Nel cuore dell’azzurro, ovvero nel mondo fascinoso di Giancarlo Bianchi
Pègaso, 01-05-2009, Duccia Camiciotti
Sempre più terso, rarefatto, surreale nel linguaggio piano e accessibile, nella melodia assoluta, questa stilistica dal lessico adeguata ai contenuti, che forma con essi un corpo unico, intessuto d’energia animica più che di tessuto biologico, il quale ultimo resta molto distante da tale insieme sognante e oggettualmente metafisico. E, a proposito della parola “sognante” non intendo qui sterile o feconda fantasia (che pure esiste nelle metafore descrittive, nelle anafore, negli ossimori e nelle diverse figure retoriche, le quali, in tutta semplicità, costellano la poesia di Giancarlo Bianchi), ma vibrante invito ad entrare in una realtà oggettivamente esistente, e per l’Autore e per quanti la pensano come lui. Il suo mondo fascinoso, infatti, dall’incommensurabile universo all’essere più piccolo di questo pianeta, contiene e riflette l’immisurabile universo divino, è uno specchio del Creatore, ben presente – anche qui da noi –
sebbene inaccessibile. Dal suo trono glorificato di una luce che trafigge e non fa male, trafigge e dona la vita, trafigge e regala la speranza, rende felice ed esalta chi si muove in tale dimensione, unica, meravigliosa e vigile, in cui tutte le creature, comprese le più vicine, trovano la propria beatificazione. Non sfuggono a questo piano metapsichico le grandi connotazioni civili, non sfugge la beatificazione di ciascuno secondo la propria misura d’essere e d’esistere, cioè secondo la propria funzione supernormale. E infatti, perfettamente integrati, vissuti o rivissuti (a seconda che siano incarnati o disincarnati), ecco Mario Luzi, Sergio Rinaldelli (cui appartengono le illustrazioni simboliche – quasi informali, momento di passaggio fra il figurativo e l’astratto significante, sempre e comunque nel senso letterario, mitologico e spirituale, nonché storico, della parola), ecco Carmelo Mezzasalma in tutta la sua dedizione alla letteratura e alla musica, che nella
lirica a lui attinente ci desta ammirazione e profonda commozione, ecco Giorgio Mazzanti nella sua squisita puntualizzazione, ecco la moglie Giovanna (giardino di delizie nella lirica del suo sposo e compagno), ecco la presenza del figlio Filippo, amatissimo, ecco l’ammirazione smisurata per la martire Loredana, dal nostro poeta oggettivata.
Su tutto, peraltro assolutamente Cristiano con prefigurazioni dionisiache, ecco la presenza della gnosi secondo la più pura scuola alessandrina, secondo le antiche intuizioni mistiche ed esoteriche di Ermete Trismegisto, tal quale giunse in oriente, come inondò l’India antica e sapienziale, come fu conosciuta da personaggi grandissimi, se pure differenti, quali Rabindranath Tagore ( di cui alcuni versi in epigrafe ) e il Mahatma Gandhi; sorgente un po’ più occidentale tuttavia, platonica, pitagorica, aristotelica, cristiana di Agostino e Tommaso, onda multiforme dell’attuale corrente spiritualistica.    
Nel cuore dell’azzurro