Il Garibaldi innamorato e trascinatore di folle
Il Tirreno, 27-06-2009, David Fiesoli
Un trascinatore di folle, un uomo pieno di passione eppure semplice: questo era Giuseppe Garibaldi. Un uomo votato all’azione, dotato di un forte sentimento d’amore per l’umanità senza distinzione di genere e di razza, che seppe esercitare lo stesso fascino sia tra i borghesi colti che sul popolo, sia sui giovani che sulle donne e gli intellettuali della sua epoca. Un uomo che vedeva l’universo come unità di uomo e natura, con un forte senso di spiritualità. E amava e rispettava gli animali e l’ambiente. Una figura quindi da riscoprire continuamente, in un momento storico-sociale in cui domina l’individualismo
sfrenato. In cui trionfano l’ostilità per ogni diversità e il bene personale su quello collettivo. È appena uscito un volume che, a cura di Alessandra Frontani e Chiara Pasquinelli, raccoglie i contributi al convegno nazionale internazionale i studi che si è svolto a piombino il 5 ottobre di due anni fa in occasione del bicentenario dalla nascita di Garibaldi. Alcuni contributi:Zeffiro Ciuffoletti analizza la personalità di Garibaldi, capace di affascinare migliaia di persone, di trascinare con sé i volontari, di riempire le piazze e le colonne dei giornali europei più diffusi dell’epoca, di incuriosire
fotografi, reporter, scrittori e pittori, fino a trasformarsi in un simbolo della patria. Cosimo Ceccuti approfondisce il ruolo della Toscana nella genesi del mito garibaldino, Fulvio Conti indaga l’esperienza massonica di Garibaldi, Alessandro Frontani analizza l’iconografia della di Garibaldi nella stampa toscana, Simone Visciola apre la pagina del volontariato risorgimentale. Infine, le vicende amorose che diventano pretesto per dimostrare il coraggio e l’umanità dell’eroe oper creare un antimito ingenuo e mediocre, sono oggettto del contributo di Chiara Pasquinelli che apre una finestra sulla vita privata dell’eroe.
Garibaldi innamorato
La figura dell’eroe e il garibaldinismo in Toscana