Prodi richiama l’etica religiosa di La Pira
La Repubblica, 27-06-2009, Simona Poli
Crisi economica, crisi morale, crisi europea. Sono i tre grandi temi di attualità su cui Romano Prodi richiama l’attenzione degli studenti dell’Istituto universitario europeo di Fiesole ricordando il pensiero e l’opera di Giorgio La Pira, il sindaco di Firenze che costruì la sua azione politica su una visione internazionale e aperta, al mondo della città. «La Pira nel ’39 di fronte al disfacimento di un’etica unitaria europea invocava immediatamente un’idea religiosa, il senso di una Firenze, di un’ Italia e poi di un’Europa che dovevano servire da cemento al mondo, per dare un grande esempio di una nuova etica.
Penso che avrebbe lo stesso metro anche oggi». Prodi era all’Università europea per presentare il libro Popoli e nazioni, città d’Europa. Giorgio La Pira e il futuro europeo, il volume curato da Giulio Conticelli. Nessun riferimento esplicito né alle vicende di Berlusconi né al congresso del Pd: «Non voglio tornare sull’argomento Partito democratico».
Su molti fronti La Pira può essere considerato un anticipatore, in particolare sulla questione europeista.
Quanto mai importante da rileggere oggi, secondo l’ex predente del Consiglio, se si osservano le mille difficoltà in cui l’Unione si dibatte e i rinascenti nazionalismi che bloccano il suo processo di sviluppo. «La voce degli euroscettici», avverte Prodi, «rischia di farsi sentire più forte delle altre». E la debolezza dell’aggregazione degli Stati membri è tanto più evidente in un periodo come questo in cui si avrebbe bisogno di una politica forte e coesa. «La crisi è una crisona, negarla è ridicolo», dice l’ex premier. «È una crisi grande, reale, e forte: quando si dice che il Pil è a meno 5 vuol dire che è una crisona. Il problema è lavorare insieme per uscirne: l’Europa deve prendere decisioni rapide, concordate, come stanno facendo Cina e Stati Uniti. La mia testa non è nell’analizzare la crisi: negarla è ridicolo, le nostre imprese stanno soffrendo, i disoccupati aumentano. Il problema è come fare ad uscirne in fretta». Nel libro su La Pira pubblicato da Polistampa con una prefazione del presidente del Parlamento europeo Hans-Gert
Pottering, molte pagine offrono spunti di raffronto con la realtà di oggi. L’ex sindaco di Firenze, si legge nella prefazione di Pottering, oltre ad essere «un profondo europeista e integerrimo amministratore, seppe cogliere anzitempo la portata distruttiva dei totalitarismi del Novecento». Raggiunto per telefono alla vigilia del suo arrivo a Firenze, Prodi ha preferito non parlare delle questioni politiche toscane e fiorentine. Non ha raccolto neppure il legame ribadito dal neo sindaco Matteo Renzi con Giorgio La Pira, sulla cui tomba è andato a raccogliersi in preghiera subito dopo la sua elezione a Palazzo Vecchio. «Mi occupo solo di Europa», ha detto Prodi, «e del libro che vengo a presentare. Ormai ho una visione secolare, non parlo dell’attualità e delle questioni politiche locali. Anche rispetto agli schieramenti che si stanno formando dentro al Pd in vista del congresso di ottobre e dei nomi finora emersi di candidati alla segreteria, l’ex premier non ha voluto prendere posizione: continua a ripetere che non parteciperà ai giochi, perché per lui “the game is over”, il gioco è finito».
“Popoli, nazioni, città d’Europa”
Giorgio La Pira e il futuro europeo