La forma “resiste” nei quadri di Panichi
Il Nuovo Corriere, 20-06-2009, ––
Su il sipario nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio per la mostra antologica Roberto Panichi (fino al 12 luglio ingresso gratuito, orario 10.30-19.30).
La novantina di opere in esposizione, tra oli su tela ed elaborazioni grafiche su carta, permette di ricostruire la carriera artistica di Panichi dagli anni Novanta a oggi. Sia la mostra, realizzata da Eventi Pagliai in compartecipazione con il Comune, sia il ricco catalogo (Polistampa, pp.144, euro 22) sono a cura di Stefano
De Rosa. È stato Antonio Paolucci a enunciare l’ossimoro Destrutturazioni/La persistenza della forma, filo rosso dell’happening artistico di Roberto Panichi, molto famoso in Olanda, Germania, Svizzera, Stati Uniti e oggi celebrato anche in patria con questa esposizione patrocinata dalla Provincia. Spiega Paolucci che destrutturazione è “la caduta delle strutture portanti, lo scheletro delle cose che si scioglie nei suoi elementi compositivi. Ma
nella pittura umanista Panichi la “forma figura” resiste anzi persiste. Offuscata, scompaginata, manomessa e tuttavia dolorosamente, pervicacemente viva. Le sue donne e i suoi uomini sanno abitare un elegante malinconico disordine attraversato da subitanee accensioni cromatiche, vulnerato da strappi e fratture, in biblico sopra equilibri precari e vertiginosi. Sono figure enigmatiche e fantasmatiche. Annunciatori del mistero esportatori di lancinanti memorie.
Roberto Panichi
Destrutturazioni. La persistenza della forma