Popoli, nazioni, città d’Europa. Giorgio La Pira e il futuro europeo
Il mestiere di storico, 01-06-2009, Augusto D’Angelo
Il volume, inserito come undicesimo della collana «libri della Badia» promossa dalla Fondazione «Giorgio La Pira», raccoglie una selezione di contributi presentati nel corso di una serie di convegni tenutisi a Firenze sul tema che dà il titolo all’opera. convegni hanno avuto luogo il 24 novembre 2004 a Palazzo Vecchio, l’8 e 9 aprile 2005 nel Cenacolo di Santa Croce e il 4 e 5 novembre 2005 nell’Aula Magna dell’Università di Firenze e a Palazzo Vecchio. Il titolo si deve, nella prima parte, ad un appunto senza data lasciato da La Pira a proposito di quello che l’uomo politico intendeva come itinerario possibile di una costruzione europea. La seconda parte del titolo evidenzia l’intenzione degli organizzatori dei convegni di trarre dal pensiero del sindaco di Firenze elementi indicativi utili ad un futuro percorso di unità continentale.
L’introduzione di Giulio Conticelli, Giorgio La Pira e il processo costituzionale europeo, pone alla base della costruzione del volume la cultura giuridica del sindaco di Firenze che vedeva il «diritto
come umanesimo», la qual cosa gli permetteva, sin dalla Costituente, di «osservare, nei processi sociali e politici, anche i più globali e generali, sempre l’irriducibile presenza della persona umana» (p. 23). In questa linea s’interpretano come «elementi effettivi del processo costituzionale europeo» (p. 28) diverse iniziative di La Pira, dai Convegni per la pace e la civiltà cristiana (dal 1952 al 1956) al Convegno dei sindaci delle città capitali del 1955, fino all’idea degli anni ’70 di una conferenza paneuropea che radunasse rappresentanti da Madrid a Mosca, in cui fare «l’inventario della eredità comune del continente». Quest’ultima visione – già cara a De Gaulle in chiave politica – avrebbe poi trovato declinazione particolare nel magistero di Giovanni Paolo II, nella geopolitica religiosa del quale un’Europa dall’Atlantico agli Urali aveva un posto di rilievo.
Il volume raccoglie sedici interventi solo in parte inerenti il pensiero di La Pira riguardo a diversi argomenti (diritti, lavoro,
autonomie territoriali, città, pluralismo culturale, beni culturali) utili al processo di costruzione europea. Suddiviso in sei sezioni (Persone e popoli in movimento; Persona e lavoro; Persona, comunità e territorio; Persona: appartenenze culturali e dialogo; Persona: ricerca scientifica e integrità umana; Persona: cristianesimo ed islam in Europa) il volume è concluso dal testo della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
La disomogeneità dei contributi consente in alcuni casi di verificare lo spessore del pensiero lapiriano – anche se non sempre con medesimo approccio scientifico – rispetto ad alcuni temi, come nei contributi La Pira e le città d’Europa (Gabriele Corsani), La Pira e il lavoro umano (Piero Tani), Il dialogo islamo-cristiano: il messaggio di Giorgio La Pira (Pier Luigi Celata); in altri casi, come nei contributi di Silvana Salvini, Ugo De Siervo o Andrea Pacini, le riflessioni si declinano con elementi di grande interesse su temi che relegano – obbligatoriamente – le intuizioni di La Pira solo sullo sfondo.
“Popoli, nazioni, città d’Europa”
Giorgio La Pira e il futuro europeo