Fallaci: per ricordarla ristampa ampliata di ‘Morirò in piedi’
AGI, 15-09-2008, ––
(AGI) - Firenze, 15 set. - Terza ristampa, ampliata con la rivelazione di alcuni piccoli segreti, di “Morirò in piedi”, il diario intimo tra Oriana Fallaci e Riccardo Nencini, nel secondo anniversario della scomparsa della grande giornalista.
Per l’editore e Nencini “è un modo di ricordarla ancora con affetto”, in un volumetto che descrive gli ultimi giorni di vita di una donna corrosa dalla malattia eppure, come sempre, “libera e spavalda”. Fra le confidenze in più, rispetto alle edizioni precedenti, non solo la conferma dell’amore fra Oriana e Francois Pelou, il direttore della France Presse che per otto anni le fu compagno e amico e che ispirò “Lettera ad un bambino mai nato”, ma anche il modo in cui avvenne la rottura.
“Ci sono molte confidenze personali di Oriana che non ho scritto – dice Nencini – e che non rivelerò mai, tanto sono personali; questa su Pelou ho potuto scriverla solo perché lo stesso Pelou ne ha parlato
in una recente intervista, dando la sua versione che non posso che confermare. Quando le chiesi perché mi parlava solo di Panagulis, il suo grande amore, e solo di lui, Oriana mi interruppe dicendo: “e invece c’è stato anche Francois Pelou, e sai come è finita? Con una litigata burrascosa, l’ultima, a Madrid. Aveva deciso di non divorziare.
Feci un pacco delle lettere che ci scambiavamo e le spedii alla moglie. Amen. Non ci siamo più visti. Mai più”.
Ma a parte alcune di queste confidenze, il volume esce in libreria nel secondo anniversario della morte “per contribuire – come sottolinea lo stesso editore in una nota introduttiva – a mantenere viva la memoria di Oriana. Di questo sono orgoglioso”. Nel giorno dell’anniversario della morte, Nencini, come presidente del Consiglio regionale della Toscana, ha deposto anche un omaggio floreale sulla tomba della scrittrice, al cimitero degli Allori di Firenze.
“Oriana – ha ricordato Nencini,
che era accompagnato dal vicepresidente del Consiglio regionale, Angelo Pollina – amava New York, la sua “mezza città”, come la chiamava, ma il suo cuore batteva incessantemente per Firenze e qui decise di tornare nel momento più alto, quello del distacco dalla vita.
Ora anche l’amministrazione comunale ha deciso di intitolarle una strada, un gesto che considero un segno positivo di riconciliazione,un po’ tardivo ma comunque giusto. Qui, a Firenze, mi disse ancora, ho iniziato a volere la libertà quando ancora non sapevo che cosa fosse. Ecco il legame indissolubile con questa città. E’ con questo suo pensiero che mi pare di doverla oggi ricordare, nel secondo anniversario della sua scomparsa”.
Nel febbraio 2006 Nencini consegnò ad Oriana Fallaci,a New York, una medaglia d’oro del Consiglio regionale della Toscana, iniziativa che all’epoca provocò accese discussioni e divisioni fra le varie forze politiche dell’Assemblea.
Oriana Fallaci
Morirò in piedi