Stefano Brosi, Leon Battista Alberti e Napoli
Medioevo Latino, 01-01-2008, ––
Stefano Borsi, Leon Battista Alberti e Napoli, Firenze, Polistampa-Fondazione Spadolini Nuova Antologia 2006, pp. 400 (Biblioteca della Nuova Antologia). Nonostante Leon Battista Alberti sia da anni al centro dell’attenzione degli studiosi di numerose discipline, gravi sono le lacune di cui soffre a tutt’oggi la sua biografia. L’assenza del suo archivio, i continui spostamenti, il suo caratteristico continuo dissimulare, nascondere, mascherare pensieri, eventi, situazioni, hanno fatto sì che ancor oggi sia difficile indicare tempi e modi
della sua presenza in sedi particolari. Così accade per il viaggio a Napoli nel 1465 attorno al quale l’A. costruisce questo studio attraverso tasselli costituiti dall’approfondimento di eventi storici, quali l’ambasceria romana del 1471 per l’elezione al soglio pontificio di Sisto IV, in occasione della quale si ipotizza da parte dell’A. un incontro tra l’Alberti e l’inviato da Napoli cardinale Giovanni d’Aragona, dall’analisi di personaggi della cultura letteraria e/o artistica che in un qualche
modo secondo l’A. hanno avuto a che fare con l’Alberti e Napoli. Sono questi: lo scultore Paolo Romano Ludovico Trevisan Scarampi, il Bessarione, Giovanni di Matteo Strozzi, Marino Tomacelli, Bernardo Rucellai, Poliziano, Cristoforo Landino, Francesco Patrizi e tanti altri. Spazio è dedicato anche alle opere albertiane, in particolare al De re aedificatoria, alla perduta Navis e al De iciarchia. All’indice dei nomi non fa seguito quello dei manoscritti invece spesso chiamati in causa direttamente seppur in modo approssimativo.
Leon Battista Alberti e Napoli