Ecco “Là comincia il Messico”
Le Reti di Dedalus, 03-03-2008, Marco Palladini
Presentiamo il capitolo finale del romanzo d’esordio del critico e filologo Gualberto Alvino, tra i massimi studiosi di Antonio Pizzuto. Una prova narrativa di impronta allegorica e di atmosfera psico-paranoica dove il sentimento di minaccia e di rivolta contro il divino giunge a dissolvere ogni linea di demarcazione tra il reale e l’immaginario.

*  Filologo e critico letterario fra i più sensibili ai problemi della lingua e dello stile, Gualberto Alvino ha sempre dedicato particolare attenzione agli "irregolari" della letteratura italiana, da Vincenzo Consolo a Stefano D’Arrigo, da Gesualdo Bufalino a Sandro Sinigaglia; ma gran parte dei suoi lavori verte sull’opera dell’outsider per
antonomasia, Antonio Pizzuto, del quale ha pubblicato in edizione critica Giunte e virgole (Roma, Fondazione Piazzolla, 1996), Spegnere le caldaie (Cosenza, Casta Diva, 1999), Ultime e Penultime (Napoli, Cronopio, 2001), Si riparano bambole (Palermo, Sellerio, 2001), nonché i carteggi con Gianfranco Contini, Margaret Contini e Giovanni Nencioni (tutti editi dalla Polistampa di Firenze, che ha pure stampato, nel 2000, la raccolta di studi Chi ha paura di Antonio Pizzuto?, Premio Feronia 2001 per la saggistica). Suoi scritti creativi, critici e filologici sono apparsi in «Les Langues Néo-Latines», «L’Unità», «Il Messaggero», «Galleria», «Testo a fronte»,
«L’Indice dei libri del mese», «Il Cavallo di Troia», «La Taverna di Auerbach», «Dismisura», «Archivio Storico per la Sicilia Orientale», «Studi di Filologia Italiana», «Filologia e Critica», «Studi Linguistici Italiani», «Philologica», «Italianistica», «Studi e Problemi di Critica Testuale», «Chaosmos», «Campi immaginabili», «Strumenti Critici», «Il Caffè illustrato», «Annali della Scuola Superiore Normale di Pisa», «Humanitas», «Fermenti», «Avanguardia», «Microprovincia». 
Là comincia il Messico