Edizioni Polistampa | Firenze | Scheda Libro

Le passioni del re
Paesi, cavalli e altro a Firenze al tempo dei Savoia

Polistampa, 2011

A cura di:

Mirella Branca

Annarita Caputo

Pagine: 144

Caratteristiche: ill. col., br.

Formato: 17x24

ISBN: 978-88-596-1000-7

Settore:

A1 / Storia dell’arte

A3 / Architettura, urbanistica, territorio

A4 / Arti minori

DSU1 / Storia

TL5 / Moda

TL6 / Natura, ambiente

Vedi:

Vittorio Emanuele II di Savoia

€ 10,20

€ 12 | Risparmio € 1,80 (15%)

Quantità:
In occasione della mostra allestita presso la villa medicea della Petraia (Firenze) per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il volume indaga il rapporto avuto da Vittorio Emanuele II con Firenze tra il 1861 e il 1871. L’assetto sabaudo della Petraia, abitata da Rosa Vercellana, contessa di Mirafiore, ricordata come la “Bella Rosina” e solo dal 1869 moglie morganatica del re, è stato scelto come punto di partenza per mettere a fuoco aspetti privati e passioni della vita di Vittorio Emanuele II re d’Italia. Col supporto di un’accurata ricerca documentaria e prendendo l’avvio dall’Esposizione Italiana Agraria, Industriale ed Artistica di Firenze (1861) è stata tracciata una microstoria utile per ricreare l’ambiente in cui si svolge la storia più grande dei cambiamenti politici e sociali dell’Italia appena unita. Si illustrano le scelte del re in quell’occasione riguardo alla pittura di paesaggio, alle porcellane Ginori, agli arredi scelti per le sue residenze, secondo un gusto più confortevole proprio degli ambienti alto borghesi, più che della tradizione di corte. Si documentano inoltre gli importanti interventi architettonici di epoca sabauda avvenuti nel complesso delle Scuderie Reali di Porta Romana e nell’ardita copertura in ferro e vetro del cortile della Petraia trasformato in salone da ballo per la festa di fidanzamento di Emanuele di Mirafiore, figlio del re e della Bella Rosina, con Blanche de Larderel.
La pubblicazione, con presentazionedi Cristina Acidini, è arricchita da numerose schede e appendici documentarie e si avvale, oltre che dei testi delle curatrici, dei contributi di studiosi come Fausto Barbagli, Silvia Ciappi, Anna Floridia, Giorgio Galletti, Rosanna Morozzi, Claudio Paolini.