Edizioni Polistampa | Firenze | Scheda Libro

In prigione
Il diario del conte Alamanno Agostini detenuto politico a Forte Stella nel 1833

Polistampa, 2010

Pagine: 192

Caratteristiche: ill. b/n, br.

Formato: 17x24

ISBN: 978-88-596-0727-4

Collana:

Soc. toscana per la storia del Risorgimento | Fonti, 1

Settore:

DSU1 / Storia

L6 / Diari, memorie

€ 15,30

€ 18 | Risparmio € 2,70 (15%)

Quantità:
Il Diario, inedito, racconta i 100 giorni trascorsi nel carcere Forte Stella di Portoferraio da un gentiluomo pisano sospettato di aver collaborato alla preparazione di un moto mazziniano in Toscana nella tarda estate del 1833. Tenuto in isolamento a scopo preventivo, senza processo e senza conoscere il motivo preciso della sua reclusione, Alamanno Agostini è tormentato dal dolore per la recente scomparsa della madre e per la lontananza forzata dai figli ancora bambini, oltre che ovviamente dalla solitudine e dalla noia per la condizione di recluso. Riesce a superare questo stato di profonda difficoltà grazie alla quasi quotidiana corrispondenza con parenti e amici, alla frenetica lettura di libri reperiti nella biblioteca napoleonica dell’Elba e ai furtivi rapporti con i compagni di prigionia (Guerrazzi, Bini e Angiolini).
Scritto dall’Agostini senza alcun fine letterario, ma solo per riuscire ad organizzare il suo tempo ed evitare di cadere in depressione, il Diario è prima di tutto la storia di un uomo che non si capacita della sua prigionia, ma anche un prezioso documento sul pensiero di un nobile liberale toscano vissuto nell’età del Risorgimento e sulle condizioni di vita nelle prigioni granducali, ben diverse da quelle austriache descritte dal Pellico. Il testo è inoltre ricco di spunti intelligenti, di indipendenza di giudizio, di critica e persino di misurata arguzia signorile. La paziente collazione operata dal curatore fra il Diario e il Carteggio dell’Agostini consente di capire anche allusioni e riferimenti scontati che altrimenti resterebbero oscuri al lettore e permette di cogliere completamente tutto il valore del manoscritto.

Presentazione di Zeffiro Ciuffoletti

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