Edizioni Polistampa | Firenze | Scheda Libro

I colori dell’ombra / The colours of the shadow

Polistampa, 2009

Pagine: 96

Caratteristiche: br.

Formato: 15x23

ISBN: 978-88-596-0604-8

Settore:

L9 / Poesia

€ 6,80

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Quantità:
Testi in italiano e in inglese

Mogadiscio
La memoria dei piccoli ha un confine
incerto, non sappiamo se ricordano
i luoghi, e fino a quando, e se qualcosa
del cuore hanno lasciato vivo, altrove.
La memoria dei piccoli trattiene
di certo qualche immagine, tuo padre
ora è lontano e certo ti ricorda
e sa che tu non l’hai dimenticato.
La tenda e il campo, tutto è provvisorio,
la vicenda di molti si è fermata
in questo spazio aperto, in questa terra
presa da tanti, amata da nessuno.
Ricordi la città? Piazza e mercato,
poco più avanti c’era la mia casa.

Il libro raccoglie settanta sonetti di Francesco Giuntini. In questi lavori, che il poeta ha deciso di tradurre personalmente in inglese, egli dà voce a tutti gli aspetti scottanti e toccanti del reale: da Gaza a Guantanamo, dal testamento biologico agli OGM, da Al Qaeda all’uranio impoverito. Ogni cosa, cui è ceduta la parola, diventa protagonista, parlando del proprio mondo interiore, di solito inascoltato, come accade per la materia inanimata e silente. I neutrini, gli organismi geneticamente modificati, i microchips, i malati terminali in stato vegetativo, You Tube, ogni elemento del micro o del macro cosmo, ogni fenomeno sociale o astratto trova qui un luogo d’accoglienza. Il libro, organizzato in sei sezioni (Carnevale a Venezia, Groenlandia, Dal Palazzo di Vetro, Sul delta del Niger, Il cambio dello Yen, Terra del fuoco), è stato pensato come una sequenza di immagini provenienti da tutto il mondo, quasi come un telegiornale muto in cui sono le cose stesse a raccontare, senza l’intrusione o il giudizio di una voce esterna. Rinunciando a sé, il poeta diventa onnipresente, ma invisibile. La sua parola lenisce, nella compartecipazione al medesimo destino di colpa e di espiazione, le ferite prodotte dall’arroganza e dal cieco punto di vista di chi è portato a infrangere continuamente il senso del limite, anche quello che separa la vita dalla morte.