Edizioni Polistampa | Firenze | Scheda Libro

Scritti giornalistici. Vol. 5 tomi 1-2
Raccolta 3. Volume 5. Corriere della Sera. 1968-1972

Polistampa, 2008

A cura di:

Paolo Bagnoli

Pagine: 736

Caratteristiche: 2 tomi, cart., in cofanetto

Formato: 17x24

ISBN: 978-88-596-0492-1

Collana:

Polistampa Grandi Opere | Scritti giornalistici di Giovanni Spadolini, 5

Settore:

DSU1 / Storia

SS1 / Politica

€ 51,00

€ 60 | Risparmio € 9,00 (15%)
Spedizione Gratuita

Quantità:
L’11 febbraio 1968, a nemmeno 43 anni, Giovanni Spadolini assunse ufficialmente la direzione del «Corriere della Sera», dove dedicò la grande maggioranza dei suoi editoriali alla politica interna, per analizzare il difficile quadro della IV e della V legislatura ma anche per pronunciarsi apertamente, con sostegni o critiche ai provvedimenti di questo o di quel governo dell’una o dell’altra formazione politica. Spadolini lasciò il quotidiano di via Solferino il 14 marzo 1972: l’iniziativa della separazione l’aveva presa unilateralmente la proprietà il 3 marzo e fu causa di una forte crisi tra il comitato di redazione e l’editore. L’articolo di congedo, uscito il 14 marzo, ricapitolava emblematicamente i criteri che avevano ispirato l’opera di Spadolini in quei quattro anni milanesi. “La lotta contro il monopolio televisivo e per la sopravvivenza della libertà di stampa, sempre tanto minacciata e insidiata, partiva, e continuerà a partire, dalla convinzione che senza una elevazione di qualità il quotidiano indipendente è già morto, nella gara con gli altri e prevalenti «mass media». Lasciando la direzione del Corriere con tranquilla coscienza, raffermo i princìpi che hanno animato i diciotto anni delle mie direzioni. […] E soprattutto credo nell’autonomia e nella dignità della professione giornalistica che non può essere sottoposta a imposizioni o a sollecitazioni esterne, da qualsiasi parte provengano”. Un autentico atto di fede nei confronti del giornalismo e dei lettori, che a quasi quarant’anni di distanza, e in un contesto per tanti aspetti così diverso, non ha perduto nulla del suo profetico e perenne significato.

Prefazione di Piergaetano Marchetti, introduzione di Cosimo Ceccuti.

Formato PDF