Edizioni Polistampa | Firenze | Scheda Libro

La Bella Maniera in Toscana
Dipinti dalla collezione Luzzetti e altre raccolte private

Polistampa, 2008

A cura di:

Federico Berti

Gianfranco Luzzetti

Pagine: 184

Caratteristiche: ill. col., cart.

Formato: 21,5x28,5

ISBN: 978-88-596-0394-8

Settore:

A1 / Storia dell’arte

A6 / Collezionismo

€ 23,80

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Testi in italiano e in inglese

È il catalogo dell’omonima mostra allestita dal 31 maggio al 30 settembre 2008 a Grosseto presso il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma. I trentuno capolavori della pittura toscana cinquecentesca, confluiti dalla collezione Luzzetti e da diverse altre raccolte private, testimoniano l’enorme ricchezza di offerta culturale del capoluogo toscano nel settore dell’arte antica. Le fedeli riproduzioni a colori (intero e dettaglio) delle opere, accompagnate da schede critiche di rigore scientifico e filologico, mettono a disposizione del lettore un suggestivo tesoro pittorico di rara bellezza e al tempo stesso richiamano l’attenzione di esperti e studiosi per la qualità di molti esemplari inediti. La maggior parte di questi dipinti esce per la prima volta da ambienti privati. Sono opere che hanno dignità museale senza appartenere a musei tranne che in un caso, quello dei quattro dipinti del Riccio di proprietà del Museo Archeologico e d’Arte di Grosseto. Esse spaziano dai primi decenni del XVI secolo fino alla fine del Cinquecento. Appartengono a celebri artisti dell’epoca: Andrea del Minga, Jacopino del Conte, Francesco Brina, Giorgio vasari, Francesco Ubertini detto il Bachiacca, Pier Francesco Foschi, Francesco Salviati, Michele di Ridolfo, Taddeo Zuccari, Lorenzo Sabatini, Domenico Beccafumi, Bartolomeo Neroni detto il Riccio, Ventura Salimbeni, Jacopo Coppi, Maso da San Friano, Girolamo Macchietti, Niccolò Betti, Francesco Morandini detto il Poppi, Alessandro Allori, Andrea Boscoli, Agostino Ciampelli, Gregorio Pagani, Jacopo Ligozzi.

Presentazione di Emilio Bonifazi
Introduzione di Gianfranco Luzzetti
Contributi di Giuseppe Cantelli e Federico Berti