Edizioni Polistampa | Firenze | Scheda Libro

Dieci secoli per la Basilica di San Miniato al Monte

Polistampa, 2007

A cura di:

Francesco Gurrieri

Renzo Manetti

Pagine: 176

Caratteristiche: ill. col., br.

Formato: 24x31

ISBN: 978-88-596-0236-1

Settore:

A3 / Architettura, urbanistica, territorio

A1 / Storia dell’arte

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La storia, l’arte, il simbolismo della basilica di San Miniato al Monte

La storia, l’arte, il simbolismo della basilica di San Miniato al Monte sono esaurientemente trattati in quest’opera, pubblicata in occasione dei dieci secoli di vita dell’edificio. Il volume, che accompagna l’omonima mostra – allestita presso la Galleria Pio Fedi di Firenze dal 26 maggio al 14 giugno 2007 – e una giornata di studio sulla basilica (Firenze, 26 maggio 2007), racchiude testi di Francesco Gurrieri, Renzo Manetti, Graziella Coi e Carlo Alberto Garzonio. La chiesa attuale non è il frutto di un progetto unitario realizzato in pochi decenni, ma di un lavoro durato quasi duecento anni, con continue modifiche e accrescimenti rispetto al proposito iniziale. Voluta dal vescovo Ildebrando agli inizi dell’XI secolo, ha registrato tre grandi fasi costruttive: dalla prima (1070-1093) provengono i muri delle navate laterali e il coro; dalla seconda (1128-1150) il colonnato, i muri della navata centrale e il secondo ordine della facciata; dalla terza (1175-1207) il frontone e il pavimento della navata principale. Il “1207” inciso sul pavimento marmoreo è l’anno dell’ultimazione dei lavori, scelto come data convenzionale per la fondazione.
Il libro, riccamente illustrato con fotografie a colori, immagini tratte da carte d’epoca e rilievi dell’edificio (prospetti e sezioni), dedica molto spazio al tema della policromia che caratterizza la facciata a scomparti geometrici, con il paramento marmoreo bianco (in parte apuano, in parte di reimpiego) e verde di Prato (“serpentino” del Monte Ferrato): esempio del legame tra l’architettura romanica toscana e l’Oriente (la policromia era un motivo ricorrente nell’Islam medievale). Altro tema ampiamente trattato è poi quello del simbolismo cosmico, una caratteristica comune a molti altri edifici sacri dell’epoca: ogni elemento dell’opera risponde a precisi rapporti numerici e a regole geometriche definite.

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