Edizioni Polistampa | Firenze | Scheda Libro

Diario di un latin lover fiorentino
La dolce vita, le donne e la Firenze degli anni Settanta raccontati da un protagonista

Polistampa, 2001

Pagine: 96

Caratteristiche: br.

Formato: 14x20

ISBN: 978-88-8304-333-8

Settore:

L6 / Diari, memorie

€ 7,91

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“Vivere Firenze” vuol dire conoscere i suoi luoghi di incontro, le sue piccole ma simpatiche manie, le sue passeggiate sul lung’Arno, i suoi bar culto ma anche prendere confidenza e conoscere i suoi personaggi così inimitabili e veri, talvolta fino al limite del paradosso. Ognuno di essi è quasi una macchietta, che sembra uscita più da un film che non dalla vita vera, da questa quotidianità che sentiamo talvolta così stretta e soffocante. Ed invece i personaggi che puoi conoscere ed incontrare vivendo Firenze sono reali, in carne ed ossa e niente può sostituire il grande impatto di un incontrare uno di essi.

Tra i personaggi storici di Firenze un posto in prima fila lo merita certamente il “Bighe”. Puoi avere la ventura di conoscerlo ad una delle straordinarie feste che organizza nel meraviglioso attico, ricco di storia e di arte, che possiede sul lung’Arno o in una delle Ville Medicee che ama prendere in affitto per festeggiare il compleanno di una amica o l’anniversario per la ritrovata libertà, sua o di un amico, dopo una storia più lunga ed impegnativa del solito. Il “Bighe” è semplice ed alla mano, e cerca di vivere e di godersi la vita secondo una leggerezza che non sai se interpretare come ingenua innocenza o come meditata scelta filosofica. E’ lì, testimonianza vivente di un mondo che la nascita e l’affermarsi del femminismo sembravano aver cancellato per sempre e che invece mantiene una forza, una vitalità che definirei archetipiche.

Il “Bighe” è un personaggio e come tale non è possibile restarne indifferenti. Suscita emozioni ed affetti disparati e contraddittori: invidia ed amicizia, disprezzo ed ammirazione, solidarietà e repulsione. Insomma o lo ami o lo odi per ciò che rappresenta e per la proposta, che involontariamente ti fa, per la possibilità, da lui stesso incarnata, di una vita vissuta intensamente e provocatoriamente in una ineguagliabile “leggerezza dell’essere”.

(Massimo Fochi, Prefazione a Diario di un latin lover fiorentino).