Fioretta Mazzei

Fioretta Mazzei nasce a Firenze il 26 settembre 1923 da una famiglia nobile e agiata, ove è presente una viva tradizione cristiana. Suo padre ha conosciuto don Giulio Facibeni fin dall’adolescenza. Fioretta, fin da bambina, frequenta nella propria casa don Giulio che diventerà per lei un importante riferimento spirituale di fede operosa. Fin dai primi anni Quaranta, ancora studentessa di Lingue alla Facoltà di Lettere e Filosofia, conosce in casa propria Giorgio La Pira, giovane professore di Diritto Romano, spesso ospite del padre Jacopo, collega di Università. A partire dal 1944 comincia a frequentare la Messa di San Procolo, animata da La Pira e rivolta ai più poveri tra i poveri di Firenze. L’idea di fondo è quella di costruire la Chiesa e la civiltà attorno all’Eucarestia. Intanto, con altre amiche, si occupa dei ragazzi del suo quartiere, San Frediano, spesso in condizioni di povertà. Per loro, le cui famiglie non possono certo permettersi le vacanze, Fioretta apre una casa in montagna, Metato, a Vallombrosa. Alle elezioni del 1951, che vedono Giorgio La Pira eletto Sindaco di Firenze, Fioretta Mazzei entra in Consiglio comunale come consigliere per la DC. Sarà rieletta consecutivamente per quasi 50 anni, fino al 1995. Il sindaco La Pira associa Fioretta alla sua azione politica e amministrativa. Inizia così una collaborazione politica che si interromperà solo con la morte di La Pira, avvenuta nel 1977. Nello stesso anno Fioretta diventa presidente della Fondazione che porta il nome di La Pira. Fin dagli anni Cinquanta, insegna francese e religione nelle scuole superiori fiorentine: è l’occasione per incontrare centinaia di giovani con cui instaura uno straordinario magistero di cultura e di vita, cambiando le prospettive esistenziali dei ragazzi, aprendole a uno sguardo più alto sul mondo e alla scoperta del loro compito e del loro ruolo nella famiglia, nella società, nella Chiesa. Dal 1952 alla metà degli anni Settanta, con La Pira o nella scia dei contatti internazionali avviati con lui, anima incontri e progetti per la pace in Medio Oriente e la distensione fra i blocchi. Incontra, fra i numerosi altri, Golda Meir, Maometto V, Hassan II, Senghor, molti intellettuali ebrei, come André Chouraqui e Nahum Goldman, molti francesi, laici e cattolici, fra cui importanti teologi conciliari (padre Féret, Danielou, padre Cottier). Firenze diventa un importante crocevia politico e spirituale della storia contemporanea. Dal 1960 al 1964, dal 1970 al 1975 e poi negli anni ’80 è più volte assessore al Comune di Firenze (Pubblica Istruzione, Gioventù e Cultura, Sicurezza sociale). Non interrompe mai l’aiuto ai poveri. La sua casa, sempre aperta, ospita ragazze con cui stabilisce un legame materno ed educativo, persone in difficoltà e amici che continuamente si rivolgono a lei, vero lago di pace e santità. Continua a coltivare l’amicizia con il gruppo fiorentino dell’Amicizia Ebraico-Cristiana, promosso da La Pira. Dal 1990 al 1995 è presidente della Commissione per la Pace del Comune di Firenze, un organismo pensato dalle autorità municipali proprio per lei. In questa veste promuove il gemellaggio tra Firenze e Nazareth, nel nome dell’Annunziata. Muore a Firenze l’11 novembre 1998, offrendo le sue sofferenze per la sua città e per la causa della pace in vista del Grande Giubileo che apre il terzo Millennio cristiano.

a cura di Fioretta Mazzei