Arrigo Dreoni
Nato a Borgo San Lorenzo (Firenze) nel 1911, a partire dal 1926 frequentò l’Istituto d’Arte di Porta Romana a Firenze. Nel 1932 conseguì il diploma di Maestro d’Arte, specializzandosi successivamente in pittura decorativa murale e collaborando con i più importanti maestri di affresco allora operanti. Nel 1934 arrivò secondo, con una sua opera, ai Littoriali dell’Arte, dopo che Ugo Ojetti l’aveva dato tra i favoriti sul «Corriere della Sera». Erano gli anni in cui la pittura murale, sotto la spinta del regime e delle teorizzazioni di Sironi, era molto popolare. Nel 1935 Dreoni diventa aiuto insegnante di figura nella scuola dove aveva studiato. Collabora con Ottone Rosai in diverse opere, tra le quali gli affreschi della Casa del Fascio di Firenze. Dipinge, tra il 1934 e il 1938, numerosi affreschi in luoghi pubblici di diversi comuni della Toscana. Gli anni nei quali Dreoni crebbe come studente e come artista sono quelli nei quali il regime fascista ebbe la massima popolarità. Ma negli anni della guerra matura in lui il rifiuto per l’ideologia che aveva portato al disastro. Nel 1937 si trasferì a Firenze, ottenendo delle supplenze alla Scuola d’Arte di Porta Romana. Nel 1939 cominciò a lavorare come assistente al liceo Artistico di via Cavour. Sempre in quell’anno si sposò e trasferì il suo studio in viale Milton, dove rimase fino alla morte. Cominciò a frequentare il caffè delle “Giubbe rosse”, dove divenne amico di Eugenio Montale. Nei primi anni quaranta nacquero le sue due figlie. Dal 1942 cominciò ad esporre in mostre personali in tutta Italia. Negli anni cinquanta Dreoni cominciò a viaggiare e i suoi dipinti si arricchiscono quindi di nuovi soggetti. A partire dagli anni sessanta è molto attivo nella vita culturale di Firenze (tra l’altro fu tra i rifondatori della Compagnia del Paiolo). Continuò a insegnare fino all’età di settant’anni e a dipingere fino al 1984. Morì il 17 novembre 1987.
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