Llewelyn Lloyd

Di origine gallese, mosse i suoi primi passi nella città labronica nella scuola di Guglielmo Micheli con Amedeo Modigliani, Oscar Ghiglia e Gino Romiti. I migliori del gruppo attirarono le attenzioni di Giovanni Fattori, e Lloyd fu uno di quelli che venne invitato all’Accademia di Belle arti di Firenze. Qui entrò in contatto con l’ambiente fiorentino in cui dettavano legge pittori macchiaioli, avvicinandosi allo studio dell’arte italiana del Quattrocento.
La sua prima fase pittorica fu all’insegna di un conservatorismo stilistico ammorbidito nei toni, in grado di coniugare tendenze classiche e aspirazioni moderne.
Nel 1929 trovò anche il tempo, tra il numero elevato di rassegne a cui partecipò, per dare alla luce un importante saggio di storia dell’arte La pittura dell’Ottocento in Italia, in cui celebrava la figura di Giovanni Fattori e si soffermava sul debito virtualmente contratto dalle avanguardie artistiche (espressionismo, cubismo, futurismo etc.) nei confronti dei primitivi toscani (senesi) del Quattrocento.
Le vicende pittoriche di Llewelyn Lloyd si conclusero nel 1944, quando venne internato nel campo di concentramento di Fossoli e poi in Germania, per via delle sue origini gallesi. Ebbe comunque tempo di ritornare in Italia, dove si spense a Firenze nel 1949.

vedi anche